Running, come acquistare la scarpa giusta? Ecco alcuni consigli utili per la scelta

Running, come acquistare la scarpa giusta? Ecco alcuni consigli utili per la scelta

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La scelta delle scarpe è fondamentale per ogni runner, dato che bisogna tenere conto non solo delle caratteristiche del modello ma anche di quelle del proprio piede.

L’acquisto del primo paio di scarpe da running è un momento importante per chi vuole cominciare ad allenarsi. Tuttavia, nonostante spesso ci si affidi all’improvvisazione o si tenda a seguire le ultime tendenze (acquistando il modello pubblicizzato da atleti famosi), è bene seguire i consigli di un esperto e tenere presenti le caratteristiche del piede: come spiegano i runners professionisti, il miglior modello è quello che fascia i piedi in modo da avere l’impressione di non calzare alcun tipo di scarpa.

VALUTARE LE CARATTERISTICHE DEL PIEDE – Gli aspetti principali da valutare quando si cerca un paio di scarpe da running sono il peso della calzatura, il tipo di allenamento a cui ci sottoporremo (velocità, resistenza, ecc.) e la sua frequenza, nonché le caratteristiche del piede: non tutti i modelli, per quanto ergonomici e progettati per adattarsi dinamicamente alle diverse esigenze dei runners, vanno bene per chiunque; il rischio è di incorrere in problemi posturali che potrebbero inficiare la meccanica della corsa. Come ottenere un giusto equilibrio tra comfort e prestazioni? Innanzitutto, è importante che la scarpa “recepisca” al meglio le sollecitazioni che l’appoggio del piede sulla superficie (strada, sterrato, indoor) invia: l’ideale sarebbe una scarpa per ognuna di queste situazioni, ma un runner amatoriale può optare per una soluzione “entry level” che vada bene per ogni superficie.

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IL CONSIGLIO DI UNO SPECIALISTA – Secondo il professor Benno Nigg, esperto svizzero di Biomeccanica applicata allo sport, la regola aurea è quella di privilegiare il comfort e di seguire il proprio istinto. Il consiglio di chi gestisce degli store specializzati per i runners è importante, ma ancora di più lo è capire subito se una calzatura non si adatta bene al piede: anche un lieve senso di costrizione può trasformarsi, col tempo, in un vero e proprio dolore. Inoltre, non va trascurato il parere di un esperto del settore che, valutata la conformazione del piede e il tipo di allenamento che si andrà a svolgere, deve individuare il modello più adatto: di solito, un professionista scrupoloso esamina anche il modo in cui il runner corre con diversi tipi di scarpe, facendo attenzione che i movimenti siano naturali e non “forzati”.

“BAREFOOT” E PLANTARI – Al fine di prevenire infortuni e problematiche che insorgono con un modello poco consono alle proprie caratteristiche, molti runners scelgono di ovviare rivolgendosi alle “barefoot” o impiegando dei plantari ad hoc. Nel primo caso, si tratta delle cosiddette scarpe minimali, ovvero calzature senza strutture di sostegno e che sono quanto di più vicino esista al correre scalzi. Le “barefoot” non riducono necessariamente il rischio di infortuni, dato che quella che conta è la costituzione fisica: coloro che hanno una corporatura magra e prediligono un appoggio d’avampiede sono più idonei a passare alle scarpe minimali, mentre per tutti gli altri il consiglio è di scegliere un modello più classico. Infine, anche per quanto riguarda i plantari (le solette che controllano e stabilizzano il movimento del piede), pochi sanno che non sempre aiutano a prevenire gli infortuni: secondo Reed Ferber, direttore della “Running Injury Clinic dell’Università di Calgary, i plantari sono utili solamente per chi presenta un’eccessiva pronazione del piede.

 

Il team di RunningMania

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