Running: come allenarsi al buio

Running: come allenarsi al buio

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Sono moltissimi i runner che, a causa degli orari di lavoro e gli impegni della giornata, sono costretti a correre la sera oppure al mattino molto presto: se durante i mesi estivi questo non comporta problemi di luce, lo stesso non si può dire per i mesi invernali quando, sia al mattino che già dal pomeriggio, le strade devono essere illuminate artificialmente.


Per coloro che non hanno la fortuna di abitare in zone ben illuminate, però, l‘allenamento si deve svolgere al buio e deve quindi prevedere alcuni importanti accorgimenti, necessari per la salute del runner stesso.

Per prima cosa è necessario scegliere con attenzione il proprio percorso, evitando per ovvie ragioni le strade con più traffico e le strade sterrate o comunque mal conservate, dal momento che comportano un elevato rischio di infortunio più o meno grave.
Inoltre, è sempre bene ricordare, che vedendo meno, al buio si ha anche una percezione differente del terreno, e la strada su cui si corre, per evitare storte o peggio, deve essere in perfette condizioni.

Una buona soluzione è quella delle piste ciclabilimal conservate, che però sono spesso poco illuminate: si può allora optare per una lampada frontale, che permette di correre in tranquillità vedendo di fronte a sè anche a quasi 100 metri di distanza, in base all’apparecchio che si sceglie.

Nella grande distribuzione si trovano moltissime soluzioni, sia efficaci che economiche, ed una di queste è la linea della grande catena sportiva francese Decathlon, che propone le lampade Tikka e Tikkina.

Si tratta di lampade che vengono posizionate al centro della fronte del runner e che permettono una diversa illuminazione frontale a seconda di come viene impostata e settata dal podista che la indossa.

Tikka ad esempio dispone di tre diverse possibilità: la luce più forte è bianca e arriva a coprire una distanza di ben 100 metri con un’autonomia di due ore, che sale a otto ore se coprono gli 8 metri di distanza. Inoltre, semplicemente premendo un pulsante accanto al punto luce, si può passare ad una luce rossa oppure ad una luce segnaletica intermittente che è visibile addirittura a 400 metri di distanza, e che risulta utilissima se si dispone solo di un percorso su strada poco trafficata invece che su una pista ciclabile o pedonale.

Tikkina, invece, ha solamente due modalità con un’autonomia energetica elevatissima, che arriva a più di 100 ore di funzionamento.
Anch’essa, come Tikka, prevede l’utilizzo di tre pile stilo, e permette di illuminare solo ed esclusivamente il percorso del runner che la indossa: se si corre in gruppo, quindi, non è sufficiente che uno dei runner corra con la lampada frontale, ma ognuno deve avere la sua.

Sono entrambe soluzioni comodissime, sia per la leggerezza, dal momento che sono supportate semplicemente da una fascia elastica che si pone intorno alla fronte, che per il costo poco elevato.
Ad entrambe, però, è necessario abbinare il classico giubbotto catarifrangente, dal momento che nessuna delle due lampade prevede una retroilluminazione e, soprattutto dovendo passare per strade percorse da automobili, al buio il poter essere immediatamente visibili anche alle spalle è una condizione imprescindibile.

Il team di RunningMania

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