Running: come influenza il ciclo mestruale?

Running: come influenza il ciclo mestruale?

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Perth, Australia --- Mixed Race women in running gear --- Image by © Dave & Les Jacobs/Blend Images/Corbis

Il problema del rapporto tra ciclo mestruale e sedute di running si solleva per tutte le runner in età fertile, quindi dall’età della pubertà a circa 45 anni, che si impegnano per sfruttare al massimo le proprie potenzialità nella corsa.

Ad influire sul ciclo femminile, infatti, è solamente un allenamento particolarmente intensivo, sia a livello di sforzo che a livello di impegno settimanale: le runner che corrono meno di 5 o 6 volte a settimana, infatti, non notano, in linea di massima, le alterazioni che invece possono colpire il ciclo mestruale nelle podiste più dedite al running.

Tali alterazioni possono andare dalle variazioni di flusso e intensità alla scomparsa vera e propria del ciclo mensile, l’amenorrea, spesso collegata a tutti gli sport svolti a livello agonistico e probabilmente correlata alla scarsa presenza di grassi nell’organismo delle atlete e che può essere a sua volta causa di perdita di fertilità
Tra le alterazioni ormonali dovute ad un allenamento molto intenso, però, si è notata anche una maggiore predisposizione per l‘osteoporosi.

In entrambi i casi, ovviamente, è importante rivolgersi ad un medico competente nel ramo: se il problema riguarda strettamente il ciclo, sarà importante per la runner rivolgersi ad un ginecologo, soprattutto se decisa ad avere figli e quindi a salvaguardare la propria fertilità. Spesso la soluzione più immediata ed efficace per contrastare l’amenorrea è proprio quella di iniziare ad assumere una pillola anticoncezionale che, ristabilendo i valori corretti degli ormoni, dovrebbe comportare il ritorno ad un ciclo regolare.

Più delicata, invece, la questione relativa all’osteoporosi, malattia che va a minare in maniera anche molto seria la densità delle ossa.
In questo sarà importante ricorrere tempestivamente all’aiuto di uno specialista, anche perché i danni dell’osteoporosi non sono recuperabili nella maggioranza dei casi.
Sulla generica predisposizione a questo tipo di patologia, però, influisce il valore di estrogeni presenti nel corpo, così come quello del calcio, e per entrambi è possibile agire con un’integrazione farmacologica e con alcuni accorgimenti alimentari.

A parte questo, però, per le runner che si sottopongono ad un allenamento meno intenso, la corsa non rappresenta alcun tipo di ostacolo, sempre che il fisico ed i dolori mestruali lo permettano.

Inoltre, nel caso di cicli molto regolari, si può addirittura pianificare il proprio training cercando di evitare i primi due giorni del ciclo, quando solitamente le perdite sono più abbondanti e, se si sa di avere un periodo mestruale particolarmente doloroso, si può saltare la seduta di allenamento, anche se si deve tenere conto del fatto che dopo una seduta di corsa il corpo libera endorfine, che sono un vero e proprio antidolorifico naturale: di conseguenza, per giorni in cui si è particolarmente sofferenti, la corsa potrebbe essere tutt’altro che nociva, anzi, potrebbe aiutare la runner a sentirsi meglio.

Infine, per molte donne è il momento premestruale quello più fastidioso, comportando gonfiore addominale e mammario, sensazione di stanchezza, aumento del peso e della ritenzione idrica: una serie di sintomi che non aiuta nella prestazione. In questo periodo, allora, si può ridurre il carico del proprio allenamento e aumentare il più possibile il tempo di recupero, aiutando il proprio fisico a sopportare il training e alleggerendone il peso.

Il team di RunningMania

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