Running e gravidanza: quando e in che modo è indicato per le neomamme

Running e gravidanza: quando e in che modo è indicato per le neomamme

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L’importanza dell’attività fisica durante e dopo la gravidanza: ecco perché il running fa bene alle neomamme.

Ormai è risaputo come la pratica sportiva sia salutare per le donne in dolce attesa, salvo indicazioni particolari o restrizioni specifiche da parte del proprio medico ginecologo. L’antica credenza popolare secondo la quale una donna incinta era obbligata a rimanere a letto, osservando il riposo assoluto, è ormai acqua passata: fare movimento è indubbiamente un toccasana per le future mamme che, in linea generale, dovrebbero riservare qualche attenzione in più al benessere fisico durante i 9 mesi di gravidanza. Fra le attività più indicate durante la gestazione vi sono la ginnastica dolce, il pilates e lo yoga, discipline che oltre ad agire sulla tonicità muscolare insegnano a concentrarsi sul proprio respiro, ma anche attività a basso impatto in acqua come il nuoto.

E il running? Avvicinarsi al mondo della corsa in questo periodo particolare di norma non è consigliato ma si possono comunque fare delle lunghe camminate a passo svelto. Se invece si è delle maratonete, delle runner esperte o comunque delle atlete che praticano abitualmente la corsa non è detto che si debba per forza abbandonare bruscamente il proprio sport preferito nel momento in cui si scopre di essere incinta. Salvo controindicazioni da parte del proprio medico e con le dovute accortezze infatti si può continuare a praticare il running durante i primi mesi, abbassando gradualmente il livello di intensità mano a mano che la gravidanza procede sino a sostituirla con attività più blande. Una donna allenata e in buona forma fisica sarà capace di affrontare il parto con una maggiore energia fisica e mentale

E dopo il parto? È di fondamentale importanza evitare sforzi fisici in questa fase delicata poiché il corpo deve ritrovare il proprio equilibrio in maniera graduale dopo le drastiche trasformazioni subite nei mesi precedenti. Per i primi 40 giorni dal parto è meglio preferire delle passeggiate all’aria aperta, successivamente si può riprendere a correre, senza però farsi prendere dall’ansia da cronometro o dalla smania di tornare subito in forma ed ottenere in breve tempo le medesime prestazioni atletiche. Il corpo ha bisogno di tempo! Riprendere a correre deve essere anzitutto un ritrovare se stesse ed un modo per scongiurare i cali d’umore dovuti agli sbalzi ormonali tipici di questo periodo.

Un problema comune a molte donne, sia runner che non, è la diastasi addominale post gravidanza, vale a dire la separazione delle fasce muscolari addominali rette. In seguito al parto può succedere che i muscoli addominali non siano più capaci di tenere all’interno la massa degli organi, che tendono a premere sulla parete dell’addome facendolo apparire gonfio. Non si tratta unicamente di un problema a livello estetico: la diastasi addominale infatti indebolisce la capacità dei muscoli addominali di stabilizzare il tronco e può alla lunga causare mal di schiena e problemi al bacino. La stabilità degli appoggi e del bacino è essenziale per chi pratica il running, per questo motivo è importante intraprendere un adeguato percorso di recupero affiancate da un fisioterapista.

 

Il team di RunningMania

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