Running, i vantaggi del correre da soli: ecco come imparare ad ascoltare il proprio corpo

Running, i vantaggi del correre da soli: ecco come imparare ad ascoltare il proprio corpo

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Correre in compagnia o da soli? Intraprendere una sessione di allenamento senza partner presenta vantaggi inaspettati e aiuta a conoscere se stessi.

Spesso, quando si intraprende la pratica sportiva, la figura di un amico o di un collega di lavoro può rivelarsi fondamentale. Oltre alle motivazioni personali, è infatti la compagnia a spingere i principianti ad approcciarsi al mondo del running: col passare del tempo, la presenza di uno o più partner aiuta a vincere la monotonia degli allenamenti, eleva il livello delle prestazioni ed è uno degli stimoli più forti contro la sedentarietà. Ad ogni modo, nonostante i benefici che comporta il praticare running assieme ad amici e altri appassionati, tra gli esperti è opinione diffusa che anche correre da soli sia importante: i runners alle prime armi, come pure quelli più smaliziati, dovrebbero dedicare del tempo alla corsa in solitaria dato che i vantaggi sono molteplici.

NON SOLO IN COMPAGNIA – A livello motivazionale, come accennato, allenarsi assieme ad altri runners costituisce un incentivo a migliorare costantemente le performance e, in taluni casi, a superare i propri limiti e sopportare meglio lo sforzo fisico; questo fattore è inoltre importante soprattutto in una fase iniziale, quando si muovono i primi passi nel mondo del running. Tuttavia, nel momento in cui si comincia ad avere una diversa percezione del proprio fisico e si desidera compiere un salto qualitativo a livello di prestazioni, bisognerebbe correre da soli almeno una volta alla settimana, imparando ad ascoltare i segnali che il corpo invia.

Marathon runners compete in the 2011 London marathon, London on April 17, 2011. 36,500 runners took part in the annual event. AFP PHOTO/Carl de Souza. (Photo credit should read CARL DE SOUZA/AFP/Getty Images)

 

I BENEFICI PER L’ALLENAMENTO – Innanzitutto, un allenamento in solitaria anziché in gruppo dà la possibilità di controllare meglio il ritmo della corsa: questo aspetto si rivela fondamentale approssimandosi ad un appuntamento agonistico, quando si cerca di ottenere riscontri migliori e ci si deve concentrare sul cronometro. Un altro vantaggio da tenere presente è la possibilità di non avere punti di riferimento che potrebbero alterare la nostra prestazione: se è necessario variare la velocità e rallentare il ritmo, non dovremo renderne conto agli altri runners, col timore di staccarci dal gruppo. Infine, non è secondario nemmeno il parametro chilometrico: se si corre da soli, si può variare in progress la distanza programmata e fermarsi quando se ne ha voglia.

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I VANTAGGI A LIVELLO MENTALE – Molti atleti professionisti sono concordi nell’affermare che il principale vantaggio del correre da soli sia quello di raggiungere un livello di concentrazione senza pari, focalizzandosi su ciò che, in altre situazioni, passerebbe in secondo piano: la respirazione, il rumore dei passi e anche il flusso dei pensieri. Il cosiddetto “allenamento mentale”, di cui parlava Percy Cerutty (uno dei coach d’atletica più innovativi), consente di eliminare le percezioni negative e i fattori che inficiano la performance, entrando invece in contatto con la natura circostante. In relazione all’ascolto degli input che il fisico invia, il vantaggio di correre da soli è quello di percepirli in maniera diversa, imparando gradualmente a conoscere degli aspetti spesso sottovalutati. Infine, un ultimo beneficio è legato all’autostima: quando si raggiunge un obiettivo senza l’aiuto di altre persone, contando unicamente su delle risorse interiori, l’appagamento è maggiore e si accresce anche la fiducia in se stessi.

 

Il team di RunningMania

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