Running: quanto influisce l’età sulle performance

Running: quanto influisce l’età sulle performance

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Fonte immagine: http://www.showclub.it/mondiali-pechino-pertile-maratona/

L’avanzare degli anni comporta un decadimento fisico, ma anche un aumento dell’esperienza: per cui non è detto che non si possa migliorare nell’età matura

I runner sostengono che la corsa è diversa dagli altri sport per tanti motivi ed è difficile dar loro torto, anche se a volte si tratta di opinioni influenzate dalla passione. Dati alla mano, per certi versi potrebbero però aver ragione: in molte attività sportive l’età avanzata dell’atleta preclude la possibilità di migliorare le prestazioni, mentre nel running non è sempre così. In età matura, il decadimento può essere compensato dall’esperienza, soprattutto nelle corse di resistenza, dove la conoscenza del proprio fisico può fare la differenza.

In base all’età, dunque, si può essere ancora competitivi in un determinato tipo di corsa. In genere nell’età che va dai 20 ai 25 anni ci si esprime al meglio nelle corse brevi – come i 5 mila e i 10 mila metri – in cui lo sforzo è più intenso e non molto prolungato, perché il fisico è al massimo della sua efficienza a livello fisiologico. Dai 25 ai 29 anni si potrebbe iniziare a perdere competitività nelle distanze brevi ma ci si può esprimere ancora ad alto livello nelle gare più lunghe, e questa è l’età giusta per cominciare a guardare a mezza maratona e maratona, per via del bagaglio di esperienza maturato negli anni precedenti. 

Fonte immagine: http://www.scuoladicorsa.it/blog/2014/03/26/mauro-ferraro-scrive-di-mauro-ferrari/

Una volta superati i trent’anni, il modo più efficace per mantenere una condizione atletica ottimale secondo diversi studi è tenere alto il chilometraggio di allenamenti e gare, disputando un paio di maratone all’anno intervallate da gare veloci. Dopo i 35 anni il decadimento si fa evidente, ma selezionando le corse con attenzione e grazie ad allenamenti mirati e all’esperienza accumulata, è possibile ottenere ancora risultati di tutto rispetto.

Gli atleti over 40, per contenere il declino mantenendo gli stessi volumi di allenamento degli anni precedenti, devono mettere in conto dei tempi di recupero maggiori, intervallando i lavori di qualità con due o tre giorni di riposo, o in alternativa di corsa leggera, alla settimana. L’esperienza sarà ancora maggiore è potrà essere utile per compensare il calo fisico, consentendo di mantenere una certa competitività in particolare nelle gare ad elevato chilometraggio.

 

Il team di RunningMania

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