Tendinite dell’achilleo: ecco tutto quello che bisogna sapere

Tendinite dell’achilleo: ecco tutto quello che bisogna sapere

- in CONSIGLIATI, WELLNESS
6754
0

Le tendiniti rientrano fra i disturbi più fastidiosi quando si pratica sport e uno dei problemi più ostici che può capitare a chi si diletta nella corsa è la tendinite dell’achilleo, ovvero quella che colpisce il tendine d’achille. Quest’ultimo è il più resistente e duro fra i tendini presenti nel corpo umano e i muscoli che si uniscono nella zona del tendine d’achille sono bi-articolari, vale a dire svolgono una doppia funzione perché contribuiscono sia alla flessione della pianta del piede che a quella del ginocchio; da qui si capisce quale sia la sua importanza e perché l’infiammazione, o peggio ancora le lesioni a questo tendine, si rivelino piuttosto invalidanti, non solo per chi pratica sport.

Entrando nel dettaglio, la tendinite che colpisce l’achilleo si presenta con dolore, bruciore e irrigidimento della caviglia; inizialmente i disturbi si manifestano solamente nel corso dell’attività sportiva, ma a lungo andare possono emergere pure nelle normali attività quotidiane, ad esempio mentre si cammina. A questi disturbi può aggiungersi anche la sensazione di poca forza in quella zona della gamba e pure questo è un segnale di un’infiammazione in corso nel tendine.

img_2149123293077998.jpgIl dolore, in genere, è piuttosto circoscritto e chi ne soffre avverte una sorta di punta conficcata nell’area in cui si trova il tendine d’achille. All’esterno non compare nulla: non sono visibili, infatti, tumefazioni o gonfiori. Cosa è necessario fare quando compare dolore al tendine? In questi casi si rende necessaria un’ecografia, in modo da avere una panoramica chiara sulla condizione del tendine e il suo spessore, magari comparandolo al tendine dell’altra gamba in modo tale che saltino subito all’occhio le differenze e risulti più facile comprendere in che modo intervenire.

Il primo passo per porre rimedio ad una situazione di dolore e fastidio del tendine è il riposo, durante il quale bisogna prestare un pizzico di attenzione anche alle normali attività quotidiane, indossando ad esempio scarpe ammortizzate per non sovraccaricare il tendine. Dopodiché è necessario indagare per capire se, durante la pratica sportiva, sia presente una disfunzione per quel che riguarda la postura, che va ad incidere poi sul normale funzionamento del tendine, aumentando lo stress sia per quest’ultimo che per la caviglia.

Il lavoro supplementare a cui caviglia e tendine sono chiamati sfocia inevitabilmente in infiammazione. La terapia più indicata è quella manuale, al fine di trovare il movimento più corretto per la caviglia e agevolare così il lavoro del tendine. Accanto alla terapia manuale, poi, possono rivelarsi efficaci anche terapie che prevedono l’impiego di macchinari specifici, come ad esempio la tecarterapia o l’ipertermia, grazie alle quali è possibile ridurre sia l’infiammazione che il dolore, alleviando così la sofferenza del paziente alle prese con la tendinite. Risolvere la condizione di infiammazione, in genere, non è complicato.

Quando il tendine torna ad uno stato di salute normale, è necessario però prendere delle precauzioni soprattutto per quel che concerne la ripresa dell’attività sportiva, nel nostro caso la corsa. Innanzitutto bisogna optare per scarpe che consentano al piede di ammortizzare in maniera ottimale il peso del corpo; quando si ricomincia con le sedute di allenamento si deve agire con una certa cautela, incrementando in modo progressivo i carichi di lavoro così che il tendine abbia il tempo di adattarsi allo sforzo dopo il periodo di riposo seguito all’infiammazione.

Il team di RunningMania

Commenti

commenti

You may also like

Le ripetute non sono tutte uguali

A seconda del tipo di lavoro che si