Triathlon: la tecnica psicologica per non sentire la fatica

Triathlon: la tecnica psicologica per non sentire la fatica

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Quanti sport al mondo sono più complicati ed estremi del triathlon? Sicuramente non moltissimi. Riuscire ad essere capaci in tre specialità del tutto differenti tra loro, come nuoto, ciclismo e corsa risulta alquanto difficile. Un’impresa ardua che conduce di solito ad un grado elevato di fatica. E diventare grandi triatleti necessita di tanto tempo, sudore e pazienza.

Esistono alcuni sistemi per sentire in misura minore la fatica e fare in modo che anche chilometri e chilometri di pratiche di questo tipo non comportino uno sforzo sovrumano? Certo che sì. Parlando in generale, è necessario avere una forte passione per il triathlon, oltre ad una grande voglia di darsi da fare, ad uno spirito di sacrificio incondizionato e ad un pizzico di follia, il che non guasta mai. Ma quali sono le tecniche mentali da adottare per non sentire la fatica? Possiamo dire che tali segnali di affaticamento sono dovuti ad un rapporto di coordinazione tra l’organismo ed il cervello, che genera automaticamente una serie di emozioni. Bisogna saper controllare la propria preparazione mentale e fare in modo che ogni momento venga gestito al meglio. Tutto dipende dall’atleta e dalla sua attitudine a sforzi di questo tipo. È necessario fare in modo che l’ansia non prenda il sopravvento. E questi elementi possono assumere anche un’importanza maggiore rispetto alla preparazione fisica ed atletica, fino a diventare determinanti per un miglioramento o un peggioramento delle proprie prestazioni.

Il team di RunningMania

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