Un ritorno alla natura con il Barefoot Running

Un ritorno alla natura con il Barefoot Running

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Più che uno sport è una vera filosofia di vita: chi sceglie il Barefoot Running, infatti, cerca un ritorno alla natura e un contatto ancestrale con la terra.

Sono in molti a ricordare le immagini di atleti professionisti provenienti dall’Africa che, nei tempi passati, correvano le lunghe distanze a piedi scalzi. Da quando il celebre maratoneta etiope Abebe Bikila vinse la Maratona delle Olimpiadi di Roma del 1960 correndo senza scarpe, tuttavia, i tempi sono cambiati. Se fino a pochi anni fa l’idea di correre scalzi faceva tornare alla mente proprio i maratoneti etiopi o keniani, oggi si pensa soprattutto ai praticanti del Barefoot Running. Di che si tratta? Il Barefoot Running viene anche indicato come Minimal o Natural Running e prevede di correre senza scarpe o con calzature specifiche, che hanno esclusivamente uno scopo di igiene e di leggera protezione per quanti si ritrovano a correre su percorsi scabri, sui quali è possibile tagliarsi con sassi o altro. Se mettiamo da parte quanti si sono avvicinati al Barefooting Running per moda e dopo poco tempo sono ritornati a correre con le scarpe normali, la maggior parte delle persone che sceglie di togliere le scarpe lo fa più per filosofia che per sport, ossia per tornare alla natura tramite l’eliminazione di uno degli elementi che maggiormente ci separa dalla madre terra: le scarpe.

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Chi ama correre senza scarpe sa bene che come per qualsiasi altro tipo di attività non ci si può improvvisare Natural Runner senza una preparazione specifica. Anche i migliori podisti, infatti, sono abituati ad uno stile di corsa che viene molto influenzato dalla presenza delle scarpe che offrono sicurezza ed ammortizzazione. Quando si inizia a correre senza scarpe è bene procedere per step: può essere quindi una buona regola iniziare con il camminare a piedi nudi, per fare abituare i piedi a questo nuovo tipo di appoggio, per rinforzare i muscoli e fare adattare i tendini. Fondamentale non solo provare semplicemente a camminare, ma anche svolgere esercizi specifici, quali la camminata sugli avampiedi e sui talloni o la circonduzione del piede in un senso e nell’altro. In questo modo si eviterà di incorrere in problemi muscolari e tendinei seri quando si inizierà a correre.

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Quando si è esperti di Minimal Running si possono eseguire programmi e tabelle di allenamento molto simili a quelle dei colleghi che corrono con le scarpe. Inizialmente, invece, è importante saper alternare, ossia decidere di svolgere le sedute leggere a piedi scalzi e quelle più dure con le scarpe, oppure effettuare solo la parte di riscaldamento iniziale e di defaticamento in stile Natural. Se non si è abituati a camminare e correre scalzi, infine, può essere utile non passare da scarpe normali ad assenza totale di scarpe, ma effettuare dei passaggi intermedi, correndo con scarpe sempre meno ammortizzate in maniera da adattare con gradualità piede, muscoli e tendini. Infine, va sottolineato, che per quanto possibile, è sempre meglio iniziare a camminare scalzi in casa, magari con dei calzini di spugna per offrire al piede un contatto leggermente ammortizzato.

Il team di RunningMania

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