A Rio 2016 con il salto in alto e Silvano Chesani

A Rio 2016 con il salto in alto e Silvano Chesani

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Tra i tanti atleti che hanno ottenuto il pass per le Olimpiadi di Rio 2016, risalta la particolarità dell’atletica leggera che, nella specialità del salto in alto, vede ben tre nomi avere la possibilità di vivere l’esperienza olimpica. Si tratta di Gianmarco Tamberi, Marco Fassinotti e Silvano Chesani.
Quest’ultimo, classe 1988, è stato detentore del record italiano indoor nel 2013, con la misura di 2.33, prima che Fassinotti e Tamberi, in meno di tre anni si alternassero nel sottrargli il primato che è, oggi, di Tamberi con la misura a 2.38. La sfida tra questi tre saltatori ha sicuramente portato la disciplina dell’atletica leggera ad una maggiore attenzione mediatica e la presenza di tre azzurri nella stessa appassionante specialità alle Olimpiadi fornirà ulteriori interessanti opportunità per conoscere questi atleti.

Come si diceva, Silvano Chesani è nato nel 1988 e ha iniziato la sua carriera da saltatore dopo un passato da giocatore di hockey sul ghiaccio. Come per molti altri atleti, le prime esperienze di gara non hanno riguardato solo una disciplina specifica, ma più esperienze atletiche: in passato, infatti, Chesani si è cimentato anche nelle corse ad ostacoli, nel salto in lungo e nel salto triplo. Negli anni 2005-2007 ha vinto due titoli italiani, nel salto in alto e nel salto triplo. Solo negli anni successivi la sua attenzione e concentrazione si sono rivolte maggiormente al salto in alto, specialità che lo ha portato ai livelli internazionali grazie anche agli allenamenti del tecnico Giuliano Corradi. Sotto la guida di Corradi, infatti, Silvano Chesani ha raggiunto i principali risultati della sua carriera, come il già citato record italiano del 2013 e la medaglia d’argento ai Campionati Europei indoor del 2015. Più sfortunato, invece, il 2014 che ha portato una serie di problemi fisici e piccoli infortuni che non hanno permesso al saltatore di raggiungere i traguardi prefissati.
Le misure di salto su cui si aggira Silvano Chesani sono quasi sempre sopra i 2.30 e proprio questi alti standard di salto gli hanno permesso di ottenere il pass per le Olimpiadi di Rio 2016 visto che il minimo di partecipazione è di 2.29.

E in vista delle Olimpiadi di Rio, i riflettori sono puntati su tutti gli azzurri che parteciperanno a questo grande evento, tra cui, appunto, Silvano Chesani.
Come già accennato, l’atleta di allena con il tecnico Giuliano Corradi. Il principale campo di allenamento di Chesani è il Centro di Elite del Salto in Alto a Modena, presso il campo di atletica della Fratellanza 1874, ma spesso di muove per effettuare allenamenti differenti o raduni di settore a Formia, presso il Centro di Preparazione Olimpica (CPO). Pur allenandosi tra Modena e Formia, dal 2008 veste i colori del Gruppo Sportivo delle Fiamme Oro di Padova.
Gli allenamenti per un saltatore sono molto vari, non prevedono solo ed esclusivamente il salto, ma una serie di sedute di pesi, di tecnica, di stretching e, naturalmente, di rigenerazione. I salti continui, infatti, prevedono uno stress non indifferente su muscoli, tendini e legamenti, per cui gli specialisti di questa disciplina devono seguire un protocollo di allenamento e di rigenerazione specifico, che assicuri il corretto riposo e tenga lontani gli infortuni.

Il percorso che ha portato Silvano Chesani alle Olimpiadi di Rio 2016 non è stato molto semplice e anche abbastanza lungo, essendo iniziato nel 2009. Proprio in quell’anno, infatti, l’atleta ha avuto una crisi causata da uno stallo nei risultati che lo ha portato a cambiare allenatore e città. Da Trento si è quindi trasferito a Modena, affidandosi a Corradi che in breve tempo è riuscito a sbloccarlo dal 2.21 che non riusciva più a superare e a portarlo al 2.33 del record italiano nel 2013.
Tuttavia questo miglioramento è stato offuscato da una grande delusione, ossia quella della negazione delle Olimpiadi di Londra del 2012. In quell’anni, infatti, Chesani ottiene il minimo olimpico saltando 2.31 a febbraio ma, non avendo più ripetuto quella misura durante la stagione estiva, gli viene negato il pass per le Olimpiadi. Una delusione molto amara alla quale, però, riesce a reagire molto bene, allenandosi ancora di più e superando se stesso e tutti gli italiani prima di lui, nel 2013.
Uno dei punti di forza di Silvano Chesani, come lui stesso ha spesso sottolineato, è il campo di allenamento del Centro di Elite del salto in alto della Fratellanza 1874. Si tratta di una struttura di atletica leggera organizzata al meglio, una vera e propria isola felice dove si respira atletica leggera 24 ore su 24. Tuttavia non si tratta, come si potrebbe immaginare, di un centro riservato solo ed esclusivamente ai campioni: ogni giorno su questo stadio si riversano centinaia e centinaia di ragazzi di ogni età che condividono l’amore per l’atletica. E sono proprio i giovanissimi che rappresentano uno sprone per Chesani che, durante gli allenamenti, si trova spesso osservato da tantissimi giovani ammiratori.

E come si diceva, anche se Silvano Chesani si allena prettamente presso la pista di Modena, sono molti gli spostamenti che effettua, soprattutto verso il CPO di Formia. Ad aprile, ad esempio, in un raduno dedicato in particolare al salto in alto, Chesani ha trascorso una settimana a Formia insieme ai colleghi-avversari Gianmarco Tamberi e Marco Fassinotti. A loro si è aggiunto un altro nome, quello della giovane promessa Stefano Sottile, campione italiano Under 18. Gli atleti, accompagnati dai propri tecnici, hanno potuto svolgere allenamenti collegiali, confrontarsi, svolgere attività comparativa e, soprattutto, effettuare una serie di valutazioni in vista dei prossimi appuntamenti internazionali che faranno da anticamera alle Olimpiadi.

 

Il team di RunningMania

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