Atletica azzurra: le dure critiche di Gibilisco e May

Atletica azzurra: le dure critiche di Gibilisco e May

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Fonte immagine: http://www.liberoquotidiano.it/news/rullo/11862963/gibilisco-dopato-per-colpa-errore-nel-pc.html

Il pessimo bilancio dell’Italia ai mondiali di atletica di Londra ha acceso le polemiche: dure critiche da parte degli ultimi due campioni del mondo azzurri

Giuseppe Gibilisco e Fiona May hanno una cosa in comune: sono gli ultimi due atleti italiani ad aver vinto una medaglia d’oro ai mondiali di atletica, rispettivamente nel salto con l’asta nel 2003 e nel salto in lungo addirittura nel 2001. Si tratta quindi di fonti autorevoli nel mondo dell’atletica leggera azzurra ed entrambi si esprimono con durezza riguardo agli scarsi risultati raccolti dall’Italia nell’ultima rassegna iridata: una sola medaglia di bronzo.

Gibilisco parla apertamente di “mancanza di organizzazione nella Federazione e di anarchia nei centri sportivi”, smentendo ciò che spesso viene sostenuto, ovvero i pochi fondi a disposizione: “Quello che so io è che la Fidal” – Federazione Italiana di Atletica Leggera, ndr – “è una fra le federazioni più ricche a livello europeo, quindi l’errore sta nella gestione di tali soldi. I fondi devono essere indirizzati all’organizzazione del lavoro e investiti su tecnici di valore”.

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L’altro tasto dolente sono i gruppi sportivi militari: “Non devono essere visti come un vitalizio: la loro presenza è fondamentale, ma bisogna meritarsi di entrare a farne parte e chi non ottiene risultati o non migliora, è giusto che venga escluso”. Fiona May concentra invece il proprio giudizio sugli atleti azzurri, definendoli “mediocri e privi di grinta”, forse proprio perché l’attuale sistema dei gruppi sportivi militari è paragonabile ad un vitalizio e non sprona gli atleti a fare di più.

I due aspetti sono collegati, secondo l’ex saltatrice: “Ciò che più infastidisce è vedere atleti contenti per aver passato un turno o addirittura appagati dopo un’eliminazione. Correggere non è sufficiente, è necessario ripartire da zero, lo si dice da dieci anni ma non si fa mai nulla”. C’è anche un altro elemento che infastidisce l’ex campionessa azzurra: “Si permette agli atleti di allenarsi dove vogliono, ma questo atteggiamento ha portato solo risultati mediocri: bisogna allenarsi nei centri di preparazione olimpica, tutti senza distinzioni”. A questo punto la domanda è una sola: gli strumenti ci sono, cosa aspetta la Federazione ad intervenire?

Il Team di Running Mania

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