Conosciamo Daniele Meucci: un maratoneta a Rio

Conosciamo Daniele Meucci: un maratoneta a Rio

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Beijing 20/08/2015 Conferenza Stampa a Casa Italiana - foto di Giancarlo Colombo/A.G.Giancarlo Colombo

La passione per la corsa non sempre nasce quando si è piccoli. Non sono pochi, infatti, i campioni di atletica che si sono avvicinati a questo sport relativamente tardi, dopo aver praticato discipline diverse, dalla palla a volo al calcio, dal nuoto al tennis. Daniele Meucci, classe 1985, è uno di questi. Calciatore fino all’età di 17 anni, ha iniziato l’atletica per caso, dopo essere stato notato durante una gara di corsa campestre in occasione dei Campionati Studenteschi.
Il passaggio dal mondo del calcio a quello dell’atletica avviene subito dopo e già l’anno successivo Daniele Meucci inizia a correre per i colori della Polisportiva Corso Italia di Pisa. In questa società Meucci incontra quello che sarà il suo allenatore per ben otto anni: Luigi Principato. Sotto il controllo e gli allenamenti di Principato, Daniele Meucci vince nel 2006 i Campionati italiani sulla distanza dei 10mila metri e l’anno dopo bissa tale successo confermandosi campione italiano non solo sui 10mila, ma anche sui 5mila.
Intanto, tra un allenamento ed un altro, Daniele Meucci non dimentica un’altra passione, quella per lo studio. Si iscrive al Corso di Laurea di Ingegneria dell’Università di Pisa, in modo da poter studiare ed allenarsi rimanendo sempre vicino casa.

Durante questi due anni, Meucci vive anche le prime esperienze atletiche oltre confine, con gli Europei di Göteborg, in Svezia, dove si piazza decimo sulla distanza dei 10mila, e con gli Europei Under 23 di Debrecen, in Ungheria, dove conquista il terzo posto e la medaglia di bronzo ancora sulla distanza dei 10mila metri.
Se il 2008 si conferma nuovamente un anno intenso e soddisfacente per l’atleta, il 2009 porta invece una serie di delusioni, soprattutto in campo internazionale: ai Mondiali di atletica di Berlino, infatti, non riesce a passare il turno di qualifica e viene eliminato durante le batterie mentre alla mezza maratona di Birmingham arriva solo diciottesimo, pur ottenendo un ottimo tempo, 1 ora 02 minuti e 43 secondi.
A questo periodo risalgono anche una serie di scontri con la Fidal, la Federazione Italiana di Atletica Leggera, che hanno portato ad un periodo di sospensione dell’atleta e ad un ammonimento del suo allenatore. La vicenda, pur non avendo portato a ripercussioni sugli allenamenti e i risultati dell’atleta ha per un certo periodo creato l’idea di un atleta ribelle e poco incline al rispetto delle regole.

Nel 2010 Daniele Meucci affronta per la prima volta la maratona, e sceglie una delle gare più note sul panorama delle maratone internazionali: la Maratona di Roma. Tuttavia non lascia le distanze più corte e nel luglio dello stesso anno partecipa agli Europei di Barcellona vincendo la medaglia di bronzo nei 10mila, la gara più lunga prevista tra quelle che si svolgono in pista.
La crescita successiva di Meucci come atleta passa anche attraverso il cambio di allenatore. Lasciando Luigi Principato, l’atleta pisano sceglie di allenarsi con Massimo Magnani, ex maratoneta ed oggi Direttore Tecnico Organizzativo della nazionale italiana.
I suoi allenamenti continuano alternando la preparazione per gare più ‘brevi’ come i 10mila e gare lunghe, come la mezza maratona e la maratona. Nel 2013 ottiene un ottimo risultato alla Maratona di New York, dove arriva decimo e chiude la gara in 2 ore 12minuti e 03 secondi, ottenendo primato personale.
Infine, nel 2014 arriva l’oro: Meucci vince la maratona durante i Campionati Europei di Zurigo, gli stessi in cui la sua collega Valeria Straneo si qualifica seconda nella gara femminile, ottenendo la medaglia d’argento.

Ma Daniele Meucci non è quello che può considerarsi il classico atleta. Inutile negarlo, gli atleti ancora oggi sono legati al cliché di persone dedite sempre e solo allo sport, sul campo dalla mattina alla sera, con interessi culturali solitamente non molto sviluppati. Daniele Meucci sconvolge questo stereotipo e non di poco. Laureato in ingegneria e con un dottorato in automazione robotica, Meucci è la prova di come si possa coniugare un lavoro intellettuale di alto livello con quello fisico di altrettanto elevato impegno. Un’eccezione, sicuramente, che permette di ammirare ancora di più questo atleta, oramai trentenne, che non ha saputo negarsi nulla, né il successo sportivo né quello in campo lavorativo. E per completare il quadro di uomo dai mille interessi, bisogna sottolineare che Daniele Meucci è anche papà di due bimbi: il suo ingrediente segreto, a quanto pare, è semplicemente un’ottima organizzazione. Un’organizzazione che da sola non basta visto che, come lo stesso Meucci ha affermato iin alcune occasioni, ci vuole anche una fortissima forza di volontà, che porta ad allenarsi per 12 volte a settimana e per centinaia di chilometri al mese.

E la domanda sorge spontanea: 12 allenamenti a settimana significano 6 giorni di allenamento doppio e un giorno di riposo a settimana, ma come vengono distribuiti tali allenamenti? Per atleti del calibro di Meucci non esistono tabelle standardizzate, ma tutto viene strutturato secondo un piano di lavoro ben preciso, che varia anche a seconda del luogo in cui ci si allena. Ad esempio, Meucci ha trascorso un periodo in Kenia, dove ha potuto allenarsi con alcuni degli atleti più forti del mondo. Perché bisogna specificare che fare allenamenti così lunghi e duri in compagnia è molto più semplice: allenarsi da solo sulle lunghe distanze può essere massacrante dal punto di vista mentale anche se Meucci, come ha spesso affermato, sente il bisogno di concentrarsi su se stesso quando corre, per sentirsi, per comprendere le diverse sensazioni che prova e capirsi al meglio.
Ma quando si trova a Pisa la sua routine è quella di andare a correre da solo, qualche volta con un amico o la compagna che lo accompagnano con la bicicletta, al mattino presto, solitamente verso le sei. La giornata poi si svolge in maniera differente, ma durante il pomeriggio è previsto il secondo allenamento: se al mattino l’allenamento è quasi sempre di fondo, il pomeriggio Daniele Meucci si allena in pista, dove alterna ripetute più o meno lunghe ad altri tipi di lavori.

E se il sogno più prossimo di questo atleta-ingegnere è sicuramente quello di una medaglia alle Olimpiadi di Rio 2016, quello che invece si aspetta per il futuro è soprattutto un lavoro come ingegnere.

Il team di RunningMania

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