Gli atleti italiani alle Olimpiadi 2016: Gloria Hopper

Gli atleti italiani alle Olimpiadi 2016: Gloria Hopper

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Rappresenta la speranza dell’atletica azzurra per le ormai prossime Olimpiadi di Rio ed è già un simbolo, proprio per la sua giovane età, dell’integrazione come qualcosa di possibile anche nel nostro paese. Stiamo parlando di Gloria Hopper, giovane velocista nelle cui vene scorre sangue africano, ma cittadina italiana a tutti gli effetti, come si percepisce dal bell’accento veneto che ne contraddistingue la cadenza.

Nata nel 1992 nel profondo Veneto, ha da poco compiuto 24 anni: ha infatti festeggiato il compleanno poco più di un mese fa, il 3 marzo. Il suo luogo di nascita è, come detto, la provincia veneta: è infatti nata a Villafranca di Verona. Il viaggio che ha portato i suoi genitori a stabilirsi qui è stato molto lungo ed è partito dal Ghana, per passare poi da Napoli, dove il padre e la madre si sono conosciuti circa 30 anni fa, nel 1985. Dopo questa parentesi napoletana i genitori si sono trasferiti in Veneto, dove a tutt’oggi risiedono e dove Giulia è cresciuta e ha messo radici.

Prima di intraprendere la strada dell’atletica vi sono stati anni dedicati ad altri sport, tra cui la pallavolo ha rivestito una certa importanza. La decisione di intraprendere la strada dell’atletica è arrivata non ancora maggiorenne, ovvero all’inizio dell’estate del 2009. Che questa fosse la scelta giusta per il suo avvenire in ambito sportivo lo si è capito nel giro di pochissimo tempo: poco tempo dopo aver cominciato a gareggiare sotto le insegne di una società sportiva della provincia veneta sono arrivate le prime affermazioni a livello nazionale. La prima gioia è stata un bronzo sulla distanza più amata dei velocisti, ovvero i 100 metri, in occasione dei Campionati Italiani nella categoria “allievi”. Il pubblico presente a Grosseto, dove in quell’occasione si è svolta la manifestazione, l’ha vista anche conquistare un 7°posto con le compagne della 4×100.

Questi risultati la portano a compiere il primo salto della parabola agonistica, visto che un anno dopo Grosseto (siamo nel 2010) comincia a gareggiare nella categoria “juniores”. Le prime soddisfazioni per lei arrivano in occasione dei campionati italiani di categoria che si svolgono a Pescara, in Abruzzo. Le medaglie conquistate sono due: una di bronzo sui 100 metri ed una del conio più prezioso sui 200 metri. Tuttavia il 2010 si caratterizza anche per la prima vera delusione, la quale si materializza nel corso dei Mondiali di categoria: siamo in Canada e Gloria corre i 200 m, dove deve alzare bandiera bianca già nel corso delle batterie. Il suo tempo di 24”74 non basta infatti per andare avanti e puntare almeno ad un buon piazzamento.
La delusione viene però smaltita abbastanza in fretta e gli allenamenti riprendono con la consapevolezza che è necessario migliorarsi, ma che i risultati, con grande impegno, arriveranno. L’anno successivo ai mondiali juniores inizia con la partecipazione agli “assoluti” indoor, dove non arriva nessuna medaglia. La musica cambia decisamente quando si devono assegnare i titoli nazionali juniores all’aperto. Qui Gloria ottiene una doppia vittoria, facendo propri i titoli nei 100 e nei 200 metri. Il pubblico di Bressanone la vede ottenere non solo i titoli su queste due distanze, ma anche il proprio primato personale: copre la distanza dei 100 m in 11”67 e quella dei 200 in 23”61.

L’ottimo risultato conseguito non può che portare come conseguenza la chiamata per gli Europei di categoria, che hanno luogo a Tallin nell’estate di quello stesso anno (siamo nel 2011). Alla fine di questa prima avventura al di fuori del perimetro nazionale i numeri parlano di un settimo posto nella finale dei 200, conquistato con un tempo di poco inferiore ai 24”, e di una ottima medaglia d’argento con le compagne della 4×100, con le quali si deve arrendere soltanto alle tedesche.
I continui miglioramenti hanno come conseguenza il suo approdo nel gruppo sportivo della Forestale: in questo modo avrà la possibilità di dedicare più tempo agli allenamenti: questo momento segna anche il passaggio al professionismo e ad un approccio all’atletica e agli allenamenti senza dubbio più maturo.

Il 2012 è un altro anno fondamentale per la sua crescita agonistica. Nei campionati italiani “indoor” che si svolgono ad Ancona non va oltre il 5° tempo nei 60 m, ma questa parziale delusione è ampiamente compensata dalla vittoria del titolo nella 4×200.
I buoni risultati ottenuti nel periodo invernale sono un’ottima base per quella che sarà la stagione estiva: a giugno, nella cornice dei Campionati italiani, correndo nella “categoria promesse” riesce ad abbassare il proprio record sui 100 metri, arrivando ad un personale di 11”56: grazie a questo risultato riesce a fare propria la medaglia d’argento. Se il titolo nei 100 metri le è sfuggito per la grande prestazione di Martina Amidei, la gioia più grande arriva sui 200 metri: su questa distanza si prende il titolo, sempre per la categoria “promesse”, fermando il cronometro a 23”21. Questo tempo non è soltanto il suo nuovo record personale su questa distanza, ma è anche quello che le consente di staccare il pass per prendere parte agli Europei.

La competizione continentale si svolge ad Helsinki: sui 200 metri desta un’ottima impressione nel corso delle batterie, dove arriva a fare un tempo di 22”95, suo nuovo record personale e tempo che le consente di assicurarsi, tra lo stupore generale di tifosi e addetti ai lavori, la partecipazione alle Olimpiadi del 2012. La sua corsa agli Europei di Helsinki si ferma alle soglie della finale: in semifinale non riesce a ripetere gli ottimi tempi fatti vedere durante le batterie: chiusa al quarto posto la propria semifinale, con un tempo di 23”48, si vede squalificata in conseguenza di una invasione di corsia. Con le compagne della staffetta 4×100 arriva ad un soffio dalla finalissima, persa per un solo decimo di punto. Le buone prestazioni dell’Europeo non vengono replicate nel corso dei Giochi di Londra, dove l’avventura finisce nel corso delle batterie.
Dopo la delusione delle Olimpiadi arriva però la gioia della vittoria nella 4×100 in occasione dei Campionati italiani. A sole 24 ore di distanza da questa vittoria arriva la conquista del secondo gradino del podio nei 200 metri: a batterla è la sola Libania Grenot.

Nel 2013 arrivano diverse soddisfazioni, tra cui un la vittoria con la 4×200 agli assoluti “indoor”. Se al coperto arrivano tante soddisfazioni, lo stesso accade nel corso degli assoluti “outdoor”, dove alla fine vincerà due ori (una a livello indivudale nei 100 m e uno con la 4×100) ed un argento (sui 200 m). Meno soddisfazioni arrivano a livello internazionale: nel 2013 infatti deve fare i conti con l’immediata eliminazione nei 200 m nel corso dei Mondiali, delusione in parte mitigata dal doppio bronzo ottenuto nel corso dei Mondiali riservati agli Under 23: in questa cornice le medaglie arrivano a livello individuale sui 200 m e a livello di squadra con la 4×100. Dopo un 2013 al di sotto delle aspettative arriva la decisione di trasferirsi in USA: la decisione si rivelerà azzeccata, perchè l’anno successivo i risultati tornano ad essere assai positivi.

Nel 2014 ottiene buoni risultati durante tutto l’arco dell’anno, mentre l’anno scorso, nel corso degli Assoluti che si sono svolti a Torino, ha messo a segno una doppia vittoria sui 100 e sui 200. In estate prende parte ai Mondiali, la cui sede per quella edizione è Pechino. Qui soddisfazioni e delusioni si alternano: nei 200 m riesce ad abbassare il proprio personale, arrivando a correre la distanza in meno di 23”: il cronometro si ferma infatti a 22”92. Questo tempo però non basta per garantirle il passaggio alla finale. Anche nella 4×100 ottiene insieme alle altre ragazze una grande soddisfazione, riuscendo a correre la semifinale con quello che alla fine sarà il secondo miglior tempo italiano nella 4×100. Il grande tempo di 43”22 non consente a lei e alle sue compagne di prendere parte alla finale, persa per soli 13 centesimi.

Ora il prossimo obiettivo sono le Olimpiadi, che partiranno tra pochissimi mesi. Per non farsi trovare impreparata la giovane velocista azzurra, vista giustamente come simbolo di integrazione, sta cercando di non lasciare nulla al caso e si allena con costanza e determinazione, lavorando su alcuni aspetti tecnici del proprio stile di corsa. Tutti sono certi che Gloria Hopper correrà forte anche in Brasile, regalandoci grandi emozioni.

Il team di RunningMania

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