I 5 rischi di una postura scorretta in bicicletta

I 5 rischi di una postura scorretta in bicicletta

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Negli allenamenti che comportano movimenti obbligati e ripetitivi, come nel caso del ciclismo, i rischi di lesioni di una certa entità dipendono molto anche dalla postura. Ecco a quali rischi ci si espone se la si trascura.

La peculiarità del ciclismo è che i movimenti ripetuti dell’atleta sono vincolati alla struttura della bici: manubrio, pedali e sella sono i punti con cui il corpo è a contatto continuo durante l’allenamento. Esistono diverse cause riguardanti una postura scorretta nel ciclismo. La prima può essere legata ad un problema ortopedico che non consente di posizionarsi al meglio sulla sella, ma la maggior parte delle volte si tratta di un’attrezzatura inadeguata come telaio, manubrio o sellino posti ad un’altezza errata o ancora le tacchette da scarpa mal posizionate. È quindi importante trovare l’attrezzatura che sia più consona alle proprie misure antropometriche ed occorre agire sugli elementi regolabili della bici. La posizione ideale sulla bicicletta si raggiunge quando tutte le possibili regolazioni sono in rapporto equilibrato fra di loro e risultano proporzionate alla corporatura dell’atleta, in modo tale da raggiungere un equilibrio biomeccanico che permetta di far lavorare i muscoli al meglio ed eviti le dispersioni di energia.

Come capire però se la nostra postura sulla bici è corretta o meno? In genere è il corpo stesso ad inviarci dei segnali inequivocabili:

Dolori alla schiena e ai glutei. Sono senza dubbio i disturbi più comuni legati ad una postura scorretta sulle due ruote. Ciò deriva in genere da un registrazione errata del manubrio e della sella oppure da un’eccessiva o ridotta lunghezza del telaio rispetto alle misure antropometriche.

Lesioni alle ginocchia. Sebbene il ciclismo sia una delle attività sportive più sicure per i legamenti del ginocchio, una postura errata può comprometterli gravemente. Per evitarlo è sufficiente provare a sollevare il livello del sellino oppure provare delle pedivelle di una misura più consona.

Indolenzimento di polsi e mani. Soprattutto nel ciclismo offroad mani e polsi sono particolarmente esposti all’eventualità di traumi, a causa di una ripartizione errata del peso oppure una posizione scorretta dei comandi di cambio.

Dolori alla cervicale. Se la posizione assunta costringe il ciclista a forzare i muscoli di schiena e collo si può incorrere nella cervicalgia.

Fascite plantare. Questo disturbo non riguarda unicamente i runner puri, ma può interessare anche i ciclisti e triatleti. Succede a chi non posiziona in maniera corretta le tacchette delle scarpe da bici. È importante individuare il punto corretto di appoggio della pianta del piede mentre si pedala: è un problema comune quello di pedalare col piede troppo arretrato (di “punta”) o troppo avanzato (di “tallone”). Oltre a causare infiammazioni e lesioni questo genere di pedalate impediscono di spingere sul pedale con tutta la forza e di effettuare la pedalata “rotonda”, quell’azione che annulla i tempi morti, ossia quelle zone della circonferenza immaginaria disegnata dai pedali durante la rotazione in cui non c’è spinta da parte dei muscoli.

Il Team di Runningmania

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