Il cuore oltre l’ostacolo: non è solamente un modo di dire

Il cuore oltre l’ostacolo: non è solamente un modo di dire

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Raggiungere i traguardi nonostante le difficoltà e gli ostacoli è una lezione che lo sport ci insegna spesso. Dall’Africa arrivano gli esempi migliori

Alzare le braccia al cielo e conquistare una vittoria a dispetto delle difficoltà e degli ostacoli è una sensazione indubbiamente impagabile e una lezione per chi non crede che con il carattere e la passione si possa andare oltre i propri limiti. I migliori esempi giungono dall’Africa, dove non a caso è nato il proverbio che recita “Ciò che il cuore desidera ardentemente, mette in moto le gambe”. E tanti atleti che provengono dal continente più sfortunato sembrano mettere in pratica tale proverbio. 

Oggi sono tanti gli africani a dominare nella corsa, ma fino a mezzo secolo fa le cose erano ben diverse; ad aprire la strada agli atleti neri fu l’etiope Abebe Bikila, primo africano a conquistare un oro alle Olimpiadi. La sua impresa rimarrà nella storia non solo per questo dato statistico, ma anche perché disputò la gara a piedi nudi, diventando un eroe a livello nazionale e un simbolo per tutto il continente.

Se non ci fosse stato Bikila a gettare il cuore oltre l’ostacolo, oggi forse non assisteremo al dominio africano che fa man bassa di medaglie nelle maggiori competizioni internazionali. All’epoca di Bikila, al vertice della corsa i corridori africani erano il 30%, contro una percentuale di atleti europei che superava il 50%; ai giorni nostri, i corridori di vertice che provengono dal Vecchio continente sono limitati all’11%, mentre quelli africani arrivano addirittura all’85%, a testimonianza del dominio totale o quasi. Etiopi e keniani sono al top nelle gare su distanze medie e lunghe.

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Ma cosa rende questi atleti così forti? Fattori fisici, ovviamente, dovuti all’altitudine: vivono e si allenano ad oltre 2000 metri di quota, per cui la loro ossigenazione è migliore e l’ematocrito naturalmente alto; ma anche fattori psicologici, nello specifico una motivazione fortissima, poiché vittoria per loro significa fuga dalla povertà e dalle difficoltà nelle quali sono cresciuti. A ciò si aggiunge una dieta particolare, povera ma evidentemente in grado di aiutarli a dare il meglio nella corsa: prevalgono i carboidrati (che compongono oltre il 70% delle calorie assunte), a fronte di pochi grassi (15%) e proteine (13%), con pochissima carne. È tutto qui il “segreto” del loro straordinario successo.

Il team di RunningMania

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