Il running non mente mai

Il running non mente mai

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Se c’è una disciplina sportiva che non “mente” mai, quella è senza dubbio il running: qualunque sia l’obiettivo di chi corre – la competizione, una medaglia, un record, mantenersi in forma – la corsa permette di raggiungerlo, a patto però di fare tutto ciò che è necessario, senza nascondersi (in primo luogo a se stessi) e senza sotterfugi. Da questo punto di vista, si può sostenere che la corsa è onesta: il sacrificio e la dedizione vengono sempre ripagati, a prescindere da ciò che un runner sta cercando.

Soprattutto chi si approccia al running per la prima volta avrà modo di sperimentare l’onestà della corsa: con un impegno costante i miglioramenti saranno visibili già nel giro di pochi mesi. Un principiante all’inizio della propria esperienza di podista si ritroverà a fare fatica a percorrere anche solo un paio di chilometri, ma con l’allenamento in due o tre mesi potrà arrivare a percorrerne dieci, senza fare troppa fatica e in tempi che non avrebbe neppure immaginato all’inizio. Il pregio principale della corsa è proprio questo, e non è un caso che il numero di coloro che la praticano sia in aumento da qualche anno a questa parte.

Per raggiungere dei risultati nella corsa sono sufficienti poche cose: disciplina, costanza e un poco di fiducia nei propri mezzi, questo è ciò che richiede il running, nient’altro. Una volta capito questo, i risultati non tarderanno ad arrivare e con essi anche le soddisfazioni, che sono il miglior stimolo per impegnarsi ancora di più e spingere un poco più in là il proprio limite. Altro aspetto da non tralasciare è il tempo: alcuni raggiungeranno prima i loro obiettivi, altri dopo, ma con il giusto impegno tutti otterranno ciò che desiderano dalla corsa.

La corsa è onesta e non mente perché richiede dedizione: approcciandosi a questa disciplina con sufficienza e poca convinzione, non si otterranno né miglioramenti né risultati; il running mette chi corre di fronte a se stesso: perché dedicarsi ad un qualcosa senza passione e con uno scarso impegno? Che senso ha investire del tempo in un’attività di cui non si è convinti sino in fondo? Mentire a se stessi è difficile e approcciarsi alla corsa significa essere trasparenti e sinceri riguardo ciò che si vuole fare e i risultati da raggiungere attraverso lo sport.

La conseguenza di un impegno scarso sarà quella di rimanere in una sorta di limbo, in cui non si progredisce né si migliora e gli obiettivi posti rimangono una chimera difficile da raggiungere. La corsa esige tanto ma le soddisfazioni saranno adeguate agli sforzi fatti, di questo si può essere certi. I risultati, poi, sono visibili pur non guardando chilometraggi e tempi ma semplicemente il proprio fisico: dopo poche settimane di allenamento l’addome risulterà più piatto, le gambe snelle e la resistenza aumenterà di conseguenza.

Il principiante in breve tempo si accorgerà che non rimane più senza fiato dopo un paio di chilometri come accadeva all’inizio. Il fatto di ottenere risultati, poi, cambia di riflesso anche la mente: si “scopre” che l’impegno paga e dunque si è portati ad impegnarsi ancora di più, a guardare pure la vita in modo diverso, con maggiore ottimismo dato dalla consapevolezza che dedicandosi ad un qualcosa anima e corpo, si ottengono soddisfazioni e gli obiettivi prefissati vengono raggiunti. E se un risultato è al di sotto delle attese, non c’è nessun altro a cui dare la colpa: bisogna rimboccarsi le maniche, perché dipende tutto dal proprio impegno e dalla voglia di riuscire.

Il team di RunningMania

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