Il sogno infranto di Gianmarco Tamberi

Il sogno infranto di Gianmarco Tamberi

- in RUNNING, SPORT
630
0

Gianmarco Tamberi puntava forte sulle Olimpiadi di Rio, ma il saltatore in alto ha dovuto dire addio ai Giochi a causa di un infortunio dell’ultim’ora.

Era la grande speranza azzurra per i Giochi Olimpici di Rio 2016, ma Gianmarco Tamberi in Brasile non ci sarà: un infortunio alla caviglia ha spezzato i suoi sogni in un secondo, mandando in fumo anni di allenamenti e preparazione al grande evento, al quale il saltatore in alto si era avvicinato con puntiglio cullando l’idea di portare a casa una medaglia. Enorme è stato il suo sconforto: rinunciare all’evento più atteso da un atleta a poche settimane dal via non è semplice.

Soprattutto se la rinuncia arriva a causa di un “banale” infortunio, proprio nel momento sbagliato, cioè alla vigilia della manifestazione più bella e sentita per chi dello sport ha fatto il centro della propria esistenza. Poco più di dieci giorni fa Tamberi era impegnato in una gara in quel di Montecarlo, nella quale aveva realizzato il record italiano saltando a 2,39 metri; in lui c’era il desiderio di andare oltre e così ha deciso di tentare il salto a 2,40. A conti fatti, un salto inutile, dettato solo dalla sua voglia di migliorarsi e un po’ anche di stupire alla vigilia dei Giochi Olimpici.

Durante il tentativo, la caviglia ha fatto crac e il responso è stato durissimo: legamento deltoideo lesionato al 50%, addio Rio. Nei giorni successivi all’infortunio, Tamberi si è sottoposto ad un intervento chirurgico ma fare i conti con il sogno svanito non è stato facile e a poco sono serviti i messaggi di incoraggiamento di tifosi e colleghi che lo invitavano a non abbattersi e concentrarsi sulla successiva Olimpiade. A Tokyo 2020, però, mancano oltre quattro anni e forse andare con la mente già alla prossima Olimpiade rischia di accrescere lo sconforto del povero Gianmarco.

Pensare che ancora quattro anni lo separano dal prossimo appuntamento olimpico potrebbe far risaltare ancora di più nella sua testa i sacrifici fatti negli ultimi quattro anni per poter essere a Rio, sfiorare la partecipazione alle Olimpiadi e poi dovervi rinunciare per un salto maledetto, capitato nel momento peggiore, alla vigilia del suo debutto ai Giochi. Uno scherzo davvero beffardo da parte del destino.

Sappia, però, Gianmarco che non è l’unico: alla vigilia delle Olimpiadi di Barcellona un altro grande atleta azzurro si vide costretto a rinunciare alla manifestazione quando era ormai sicuro di partecipare. Ci riferiamo a Yuri Chechi, grandissimo campione nella specialità degli anelli, lanciato verso l’oro in Catalogna ma fermato dalla rottura del tendine di Achille. La forza del ginnasta di Prato fu enorme, tanto da prendersi la rivincita pure sul destino: quattro anni dopo, Chechi si presentò alle Olimpiadi di Atlanta del 1996 e conquistò la medaglia d’oro.

Ma il destino si accanì nuovamente su di lui: un altro infortunio gli impedì di prendere parte ai Giochi di Sydney del 2000. Yuri, però, si rivelò di nuovo più forte e nel 2004 si prese un’altra medaglia olimpica ad Atene, conquistando un sorprendente bronzo. È con questo precedente che vogliamo fare coraggio a Gianmarco, atleta talentuoso, estroverso e chiamato dal destino a mostrare forza interiore non solo sulla pista di atletica ma anche fuori: Tokyo è ancora lontana, ma in un certo senso è lì che ti aspetta. Tutto ciò che puoi fare è arrivarci al massimo. In bocca al lupo, Gianmarco.

Il team di RunningMania

Commenti

commenti

You may also like

Attività fisica: una volta a settimana è sufficiente?

Un recente studio ha rivelato che dedicarsi all’attività