La Maratona di Boston: 120 anni di storia

La Maratona di Boston: 120 anni di storia

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Runners holding American flags and a Chinese flag cross the finish line after completing the final mile of the Boston Marathon course during "#onerun" in Boston, Massachusetts, May 25, 2013. The event was organized to give athletes and spectators an opportunity to complete the final mile of the Marathon that was cut short when two bombs exploded at the finish line. REUTERS/Dominick Reuter (UNITED STATES - Tags: SPORT ATHLETICS TPX IMAGES OF THE DAY)

Nel 2016 la Maratona di Boston ha compiuto 120 anni: l’edizione inaugurale si disputò nel 1897 e si tratta dunque della maratona più antica e più prestigiosa, superiore pure a quelle di Tokyo e New York, maggiormente conosciute e che possono vantare una partecipazione superiore, ma prive del medesimo fascino. La Maratona di Boston nacque giusto un anno dopo le prime Olimpiadi moderne, proprio sulla scia dell’entusiasmo scatenato dalla primissima maratona olimpica. I “pionieri” iscritti alla maratona inaugurale disputata a Boston furono meno di venti.

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Nel corso degli anni il prestigio della corsa è cresciuto in maniera significativa e nella maratona del centenario, che si disputò nel 1996, si registrarono poco meno di 40 mila iscritti. Il numero di partecipanti in ogni edizione è sempre superiore alle 30 mila unità e gli iscritti arrivano da ogni parte del mondo per disputare questa gara che si tiene sempre ad aprile nel terzo lunedì del mese. Quest’anno la corsa si è dunque disputata il 18 aprile scorso: nella maratona maschile ha trionfato l’etiope Lemi Berhanu Hayle, mentre in quella femminile ha tagliato per prima il traguardo Atsede Baysa, anch’essa etiope.

A caratterizzare la Maratona di Boston è in particolare la grande presenza di pubblico: ogni anno, infatti, sono oltre 500 mila le persone che seguono i corridori ai bordi del percorso che si snoda lungo le vie della città, incitandoli tutti a gran voce. Il percorso si differenzia poi per alcune peculiarità che solo la Maratona di Boston può vantare e che ormai sono diventate celebri in tutto il mondo, dando vita pure a qualche imitazione in altre maratone meno famose.

Uno dei punti più attesi della corsa è il cosiddetto “Scream Tunnel“, dove i corridori trovano ad attenderli le studentesse del “Wellesley College” che offrono loro dei free kiss, ovvero dispensano baci ai maratoneti impegnati nella competizione. Singolare anche lo striscione che accoglie i runner alla partenza, situata a Hopkinton, sul quale è scritto “It all starts here“, vale a dire tutto comincia qui. A livello tecnico, il punto decisivo del percorso si trova a una decina di chilometri dal traguardo: una breve salita, l’ultima delle tre che si affrontano lungo i 42 chilometri.

Il nome della salitella dice tutto: “Heartbreak Hill“, ovvero “spaccacuore”, una salita in grado di lasciare senza fiato e molto spesso decisiva nell’economia della corsa. Chi ha più gambe e fiato, può fare la differenza su questa asperità e puntare alla vittoria. Proprio per la sua fama e l’elevato numero di partecipanti, la Maratona di Boston è purtroppo finita nel mirino dei terroristi nel 2013, per l’esattezza il 15 aprile; due bombe vennero fatte esplodere a 200 metri dalla linea di arrivo fissata in Boylon Street, causando due morti e oltre 250 feriti.

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Venne definito un attentato allo sport, organizzato da due fratelli di origine cecena: uno fu ucciso dalla polizia nel corso di uno scontro a fuoco, l’altro arrestato pochi giorni dopo il fatto. L’anno seguente la maratona venne organizzata anche come simbolo contro il terrorismo: chi ama la vita e lo sport è più forte di chi vuole cancellare tutto ciò con la violenza. Anche per questo la Maratona di Boston è più di una semplice corsa podistica, come d’altronde viene sottolineato pure nel motto che accompagna la manifestazione, puntando tutto sulla sua unicità: “Ci sono tante gare, ma una sola Boston Marathon“.

Il team di RunningMania

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