La preparazione alla maratona di Eliud Kipchoge

La preparazione alla maratona di Eliud Kipchoge

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Fonte immagine: http://www.sweatelite.co/eliud-kipchoge-training-typical-thursday/

Durante la preparazione della maratona di Berlino, le sessioni di Eliud Kipchoge sono state annotate dal suo gruppo di lavoro: scopriamo i suoi allenamenti

Lo scorso 24 settembre Eliud Kipchoge – attualmente il maratoneta più forte al mondo – ha rispettato pienamente i pronostici conquistando la maratona di Berlino. Per preparare l’appuntamento, il runner keniano ha fatto ritorno nella sua terra, il Kenya appunto, dove si è allenato duramente. Lontano dai riflettori che quest’anno in modo particolare gli sono stati puntati addosso – complice l’impresa “Breaking2”, il tentativo di correre la maratona in meno di 2 ore, fallito per una manciata di secondi – ma tutt’altro che in gran segreto.

Le sedute dell’atleta keniano, infatti, sono state annotate meticolosamente dal suo gruppo di lavoro e rese pubbliche così che chiunque possa vedere in che modo si allena il maratoneta più forte in circolazione. Quello che emerge sono dati “incredibili” per i runner normali, che testimoniano quanto sia super il fisico di Kipchoge e quanto sia fondamentale la predisposizione e il talento per poter raggiungere certi risultati, che però ovviamente non arriverebbero senza un adeguato lavoro a supporto.

Negli ultimi trenta giorni di allenamento del fuoriclasse keniano sono presenti tre allenamenti di qualità alla settimana e la domenica – giornata che tendenzialmente si dedica ai lunghissimi – per lui è invece quasi un giorno di scarico, con appena 20 chilometri di corsa (completati in media in poco più di un’ora). Grande importanza nel suo programma riveste il fartlek, mentre l’ultimo “lunghissimo” prima della gara l’ha svolto il 31 agosto, a poco più di tre settimane dalla maratona berlinese.

Ha coperto i 42 chilometri della seduta in poco meno di 2 ore e un quarto, un tempo davvero notevole. Quando il programma non prevedeva gli allenamenti incentrati sulla qualità, Kipchoge svolgeva una doppia sessione di corsa, all’alba e al tramonto, per evitare le temperature elevate di mattine e pomeriggi keniani; di primo mattino i chilometri di corsa erano 18 mentre a sera ne effettuava 10. Il tutto sfruttando l’altitudine che il suo Paese gli mette a disposizione, poiché i suoi allenamenti si svolgono sempre al di sopra dei 3 mila metri di quota.

Il team di RunningMania

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