L’incredibile storia del maratoneta Shizo Kanakuri

L’incredibile storia del maratoneta Shizo Kanakuri

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Fonte immagine: https://archivioroncacci.wordpress.com/2017/05/22/la-maratona-piu-lunga-del-mondo/

Si può finire dispersi durante una maratona? È ciò che è accaduto al maratoneta giapponese Shizo Kanakuri, scomparso nel nulla alle Olimpiadi del 1912…

La storia di cui fu protagonista Shizo Kanakuri può a pieno diritto essere definita incredibile: del resto non capita tutti i giorni – e oggi sarebbe pressoché impossibile – di considerare disperso un maratoneta durante una corsa. Siamo all’alba del Novecento, nel 1912, e Kanakuri è una sorta di eroe nonché un atleta di alto livello, in grado di far segnare in quell’anno il miglior tempo sulla distanza della maratona: insomma, non è uno sprovveduto né tanto meno l’ultimo arrivato.

In patria è un eroe poiché è il primo giapponese a prendere parte ad un’Olimpiade e l’università di Tokyo investe pesantemente affinché Kanakuri sia presente: attraverso una raccolta fondi vengono messi insieme circa 2 mila yen, che equivalgono a oltre 150 mila euro dei giorni nostri. Il viaggio dal Giappone alla Svezia – i Giochi olimpici si tengono infatti a Stoccolma – dura quasi tre settimane, 18 giorni per l’esattezza, in nave e poi in treno attraverso l’intera Russia.

La maratona è in programma il 14 luglio e Shizo è fiducioso di poter conquistare una medaglia. Il clima è afoso e i regolamenti dell’epoca non prevedevano rifornimenti in gara per gli atleti: ciò rende estreme le condizioni in cui si svolge la competizione, tanto da portare addirittura alla morte uno dei partecipanti, il portoghese Francisco Lazaro; per evitare ustioni sotto il sole cocente, si cosparge interamente di cera e morirà di disidratazione durante la corsa.

Kanakuri è invece uno dei protagonisti della gara: corre all’attacco, fa selezione con la sua andatura e insieme a lui a metà gara rimane solamente il sudafricano MacArthur; sembra una lotta a due per la vittoria finale. Quando si parla dell’impatto del 30esimo chilometro in una maratona probabilmente lo si deve in parte anche a quanto accadde in quella corsa, poiché dopo 30 chilometri Kanakuri scompare letteralmente dalla gara.

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Del corridore giapponese si perdono le tracce – mentre MacArthur va a conquistare la medaglia d’oro – tanto che la polizia al termine della maratona lo ritiene disperso e avvia le ricerche. Viene dato anche lui per morto, ma non c’è nessun cadavere da piangere per cui la sua vicenda viene avvolta nel mistero e si sprecano le congetture: cos’è successo a Shizo Kanakuri? Il caso resta senza soluzione: il corridore giapponese è scomparso nel nulla.

Otto anni più tardi, alle Olimpiadi del 1920, Kanakuri si ripresenta al via della maratona: è un atleta diverso, non più in grado di lottare per il successo né di essere protagonista e quasi tutti si sono dimenticati di lui, tanto che passa praticamente inosservato. L’unico ad interessarsi alla sua storia, molti anni più tardi, è un giornalista svedese, poiché a tutti gli effetti Kanakuri risulta disperso in Svezia, che nel 1966 lo intervista nella sua città natale, Tamana.

Nel frattempo il “desaparecido” Shizo è diventato padre e nonno ed è un insegnante di geografia in una scuola elementare. A oltre 50 anni di distanza, il maratoneta giapponese si sente pronto per raccontare la sua vicenda: com’è possibile che sia sparito nel nulla? All’altezza del 30esimo chilometro, uno spettatore gli ha offerto del succo di frutta e l’ha addirittura invitato a casa sua per riposarsi qualche minuto. Esausto, Shizo ha accettato e si è seduto sul divano della casa di quello spettatore, addormentandosi lì.

Lo spettatore non lo ha voluto svegliare e così Kanakuri si è ridestato a sera, quando la corsa era ormai conclusa e lui ufficialmente ricercato dalla polizia. Sopraffatto dalla vergogna, non vuole rivelare quanto accaduto e ritorna in gran segreto in Giappone. Dopo averlo tolto dall’elenco dei dispersi, la Svezia chiama Kanakuri e lo invita a concludere quella maratona, completando i 12 chilometri e 195 metri che gli restavano per portarla a termine: e così, a 76 anni, Shizo Kanakuri torna a Stoccolma per tagliare il traguardo della maratona olimpica del 1912 con il tempo finale di 54 anni, 8 mesi, 6 giorni, 5 ore, 32 minuti e 20 secondi!

Una vita di corsa
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