Lo stile di un runner professionista

Lo stile di un runner professionista

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In competizione lo stile di un runner professionista porta a prestazioni elevatissime. Per un top runner correre è lavoro, allenamento, disciplina, sacrificio e passione. Le straordinarie performance del campione sono ottenute grazie a vari fattori che portano al risultato finale.

img_1344419433497121.jpegPer avere i tempi e lo stile di corsa di un professionista è necessario avere caratteristiche genetiche favorevoli. Da sole però non bastano e diventano produttive mediante un perfetto allenamento con la guida di un eccellente allenatore. Il coach deve consigliare le strategie di gara e correggere la tecnica di movimento.

Lo sportivo di alto livello conosce sia i punti di forza che i difetti della propria corsa. In questo modo può realizzare lo stile più efficiente che evita ogni spreco energetico. In base al peso corporeo, alla mobilità articolare, alle leve ossee ed alla coordinazione il professionista sviluppa uno stile che lo distingue dal dilettante, migliorando i propri tempi con minore fatica.

Il runner esperto non corre mai sbilanciato, né in avanti né indietro, ha le spalle sempre rilassate, il suo volto non è contratto né esprime tensione. In base alla distanza da percorrere lo stile del runner può variare nel tipo di appoggio del piede, nella frequenza e nell’ampiezza dei passi, nel movimento degli arti superiori.

L’aspetto principale della tecnica di corsa del runner esperto è la spinta completa delle gambe e dei piedi. Egli non corre “seduto“, cioè con ginocchia flesse e sedere basso. Appena il suo piede tocca il suolo il ginocchio si piega poco e sviluppa una potente e rapida spinta. Il piede, efficientemente, spinge solo quando la gamba è ormai distesa.

Lo stile di un runner professionista fa sì che i muscoli non coinvolti nella corsa siano il più rilassati possibile. Inoltre egli non saltella ma avanza con una corsa fluida e radente. Il campione utilizza una falcata ottimale. Se è troppo lunga c’è uno spreco di energie, se è troppo corta la corsa è “seduta” e poco efficiente.

Il team di RunningMania

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