Marco Fassinotti e il salto in alto

Marco Fassinotti e il salto in alto

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Marco Fassinotti of Italy competes in the men's high jump event during the IAAF Diamond League Golden Gala at Rome's Olympic Stadium on June 5, 2014. AFP PHOTO / TIZIANA FABI (Photo credit should read TIZIANA FABI/AFP/Getty Images)

ll 2016 ha portato l’atletica italiana alla ribalta, soprattutto per la specialità di salto in alto. Proprio in quest’anno, infatti, è stato battuto per più volte il record nazionale indoor: la prima volta grazie a Marco Fassinotti che il 4 febbraio, con un salto di 2.35, si aggiudica il nuovo record nazionale indoor in una storica gara con Gianmarco Tamberi che salta la stessa misura: è la prima volta nella storia dell’atletica che due saltatori fanno il record nazionale durante la stessa competizione. Successivamente, in meeting successivi, lo stesso Tamberi ha migliorato tale misura.

Marco Fassinotti ha iniziato a praticare atletica leggera a Torino, all’età di 11 anni, e da subito si è appassionato ai salti, dapprima il salto in lungo e il salto triplo e poi, nel 2006 ha iniziato a gareggiare anche nel salto in alto. Dopo una serie di gare molto ben riuscite, che gli hanno permesso in poco tempo da passare dalla misura di 1.90 a quella di 2.17, nel 2013 Marco Fassinotti decide di lasciare l’allenatrice che lo aveva avviato a questa disciplina e di trasferirsi in Gran Bretagna, in particolare a Birmingham. Proprio a Birmigham, infatti, vive Fuzz Ahmed, tecnico che aveva portato il saltatore inglese Robert Grabarz a vincere i campionati europei nel 2012 e il bronzo olimpico nello stesso anno.
I risultati di questo cambiamento si sono visti il 23 febbraio 2014 quando, ad Ancona, Marco Fassinotti diventa per la prima volta campione italiano indoor con la misura di 2.34, record nazionale di salto in alto indoor. Questo primato verrà poi battuto, nel 2016, come già detto, in una gara che ha portato ad avere, anche se per un breve periodo, due detentori del record italiano indoor in questa specialità.

Tra i brillanti successi del 2014 e il 2016, l’atleta torinese ha visto un 2015 un po’ travagliato: pur uguagliando il suo primato personale indoor a gennaio e pareggiando il record italiano outdoor alla Diamond League a giugno (2.33, record risalente al 1989), deve rinunciare ai Mondiali di Pechino per un problema alla caviglia.
Anche se il nome di Marco Fassinotti è diventato noto al pubblico con la vittoria dei campionati italiani del 2014 e ancora di più in quest’anno, a seguito del record di 2.35, va specificato che gli esperti del settore già conoscevano le potenzialità di questo atleta che, nel 2008, è stato finalista ai Campionati Mondiali juniores e nel 2010 e nel 2011 ha raggiunto la finale rispettivamente ai Campionati Europei outdoor di Barcellona e ai Campionati Europei indoor di Parigi.
Il prossimo importante appuntamento per l’atleta torinese, naturalmente, quello delle Olimpiadi di Rio 2016, oltre a qualche meeting ed appuntamento sia di livello nazionale che internazionale.

Ma come si allena un atleta di livello olimpico? Se da un lato si sente spesso parlare degli allenamenti duri dei mezzofondisti e dei maratoneti, scoprire quali siano gli allenamenti di un saltatore in alto può essere sicuramente una novità molto interessante.
Come ogni atleta di livello mondiale, Marco Fassinotti passa le proprie giornate tra allenamenti specifici e momenti di rigenerazione. In media, la sua settimana tipo prevede tre giorni di allenamenti doppi, al mattino e al pomeriggio, due di allenamenti singoli (o al mattino o al pomeriggio) e due giorni di riposo. Lo schema può variare a seconda dei periodi o in vicinanza di una gara, soprattutto in caso di gare di particolare rilievo. Le giornate di doppio allenamento prevedono solo un allenamento specifico per il salto in alto, mentre la seconda seduta può essere di palestra o di altro tipo. Bisogna inoltre ricordare che Marco Fassinotti si allena a Birmingham e che lo stile di vita inglese è un po’ differente da quello italiano, per cui l’allenamento mattutino inizia verso le 9 del mattino mentre quello pomeridiano alle 14 circa, fino alle 16-16.30: la cena tipica inglese, infatti, è verso le 18-18.30.
Questi orari permettono all’atleta di avere del tempo libero dopo cena per rilassarsi: relax e riposo, infatti, sono tra gli ingredienti principali di un buon allenamento, soprattutto quando ci si deve concentrare per saltare l’asticella a oltre 2.30 metri di altezza.
Per chi non sia esperto di salto in alto, va specificato che, durante gli allenamenti, difficilmente si saltano altezze comparabili a quelle di gara. I salti delle sedute di allenamento sono più proiettati al miglioramento della tecnica, della rincorsa e dello stacco stesso. Per questo motivo, le altezze sui cui ci si sofferma in allenamento sono solitamente inferiori a quelle che si superano in gara e, spesso, il risultato in competizione è una sorpresa anche per l’atleta stesso che si trova, grazie all’adrenalina della gara e alla maggiore concentrazione, a fare salti mai raggiunti in allenamento.

Naturalmente, quando ci si allena a questi livelli, lo sport diventa un vero e proprio lavoro. Come i tanti ‘cervelli in fuga’ anche Marco Fassinotti sta vivendo la sua vita da eccellenza italiana all’estero, tornando a Torino solo in periodi lontani dalle gare, per qualche festività o periodo di vacanza. Tuttavia, a rendere meno difficile la permanenza all’estero sono sicuramente i risultati ottenuti, oltre la compagnia di altri atleti che, come lui, hanno scelto di allenarsi con un coach di fama mondiale, anche se lontano da casa. In Italia Marco Fassinotti torna anche per gareggiare: pur allenandosi all’estero, infatti, resta un atleta italiano, che gareggia per il Gruppo Sportivo dell’Aeronautica Militare.

E in attesa delle Olimpiadi di Rio 2016, il primo grande appuntamento internazionale di Marco Fassinotti è stato con la Diamond League di Doha, dove ha debuttato con un salto di 2.29 che lo ha portato sul terzo gradino del podio. Si è trattato di un risultato che ha visto ripetersi una situazione già vissuta lo scorso anno, sempre a Doha, dove Fassinotti ha superato nomi come quello di Mutaz Essa Barshim piazzandosi in zona medaglia, secondo lo scorso anno (eguagliando il record italiano) e terzo in questo 2016. E questa postazione fa anche ben sperare per la gara olimpica, soprattutto considerando che per non è la prima volta che l’atleta italiano si piazza davanti a nomi che hanno fatto la storia del salto in alto.

 

Il team di RunningMania

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