Mondiali di atletica 2017: Bolt, è un addio che fa male

Mondiali di atletica 2017: Bolt, è un addio che fa male

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Fonte immagine: https://www.thestar.com/sports/amateur/2017/08/12/usain-bolt-injured-in-his-final-race.html

Difficile immaginare un epilogo di carriera più amaro per Usain Bolt: un infortunio gli ha impedito di portare a termine la staffetta 4×100. Colpa del freddo?

Stupore, incredulità, amarezza: le sensazioni che si intravedono sul volto di Bolt al momento dell’infortunio sono le stesse del pubblico che assiste dagli spalti alla staffetta 4×100 e di quello a casa, radunato per vedere l’ultima gara della carriera dell’Extraterrestre. Purtroppo non c’è lieto fine: chi immaginava una chiusura da vincente, con il 20esimo oro nel suo palmares, è rimasto deluso, Bolt non è neppure riuscito a portare a termine la sua ultima recita.

Forse era davvero giunto il momento di dire basta: la sconfitta nei 100 metri e l’infortunio alla coscia, forse uno stiramento, nella staffetta sono segnali inequivocabili di un fisico che comincia a cedere dopo quasi un decennio condotto a livelli altissimi, in cui la richiesta è sempre stata incredibilmente esigente. Qualcuno ha avanzato l’ipotesi che sia stata la temperatura bassa a tradire il fuoriclasse giamaicano, ma probabilmente 2-3 anni fa il suo fisico non si sarebbe nemmeno accorto dell’escursione termica.

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Bolt si è scusato con i compagni per quanto accaduto, i quali lo hanno subito rincuorato e accompagnato fuori dalla pista di atletica e oltre all’appoggio fisico dei suoi connazionali c’era quello di uno stadio intero, che salutava come mai avrebbe voluto un atleta capace di regalare emozioni sportive e non solo in questo decennio a tutta velocità. Del resto, l’empatia fra lui e il pubblico è sempre stata totale, viscerale: si è gioito con lui e ieri sera si è sofferto insieme a lui.

Nel bene e nel male, Bolt è comunque in prima pagina: il suo infortunio ha fatto passare in secondo piano il risultato della staffetta 4×100, vinta dalla Gran Bretagna; una consolazione per il pubblico di casa vedere i propri atleti vincere in 37”47, davanti agli Stati Uniti per pochi centesimi, 37”52 è stato il tempo degli americani in una staffetta combattuta fino alla fine. Il bronzo è andato al Giappone, che ha chiuso in 38”04.

Il team di RunningMania

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