Non solo fondo ma anche gare ed allenamenti brevi ad ogni età

Non solo fondo ma anche gare ed allenamenti brevi ad ogni età

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Uno dei principali errori dei runner, soprattutto superata una certa età, è quello di preferire le corse di fondo, ossia la corsa lenta agli allenamenti che prevedono ripetute veloci. I motivi sono vari, sia di tipo tecnico/organizzativo che di tipo fisico e psicologico.
Quando si corre, infatti, spesso ci si allena per strada, su percorsi non sempre omogenei, o in parchi, su brecciolino o erba. In questi contesti, correre lentamente è sicuramente più salutare, visto che assicura contro traumi che si possono verificare quando si corre su percorsi più simili a quelli di un cross che di una gara di corsa classica, tuttavia è molto limitante per le prestazioni. Per questo motivo sarebbe sempre utile trovare dei percorsi, anche se brevi, dove poter allenare la velocità, intesa non come ‘scatti’, ma come passo sostenuto, ossia vicino alla soglia anaerobica.

Le gare più comuni nel podismo sono quelle di dieci chilometri. Anche se si tratta di vere e proprie gare di fondo non bisogna pensare che gli allenamenti da effettuare per portare a termine questa gara siano solo allenamenti di corsa lenta e lunga. Anzi: se non si ha una buona velocità di base difficilmente si può mantenere un ritmo che permetta di qualificarsi nella prima metà della graduatoria.
Per allenare la velocità di base, però, bisogna svolgere allenamenti faticosi, di quelli che fanno soffrire i muscoli, perché si avvicinano alla soglia anaerobica ossia a quella velocità che porta alla produzione di acido lattico. Questi tipi di allenamenti, inoltre, non sono stressanti solo dal punto di vista fisico, ma anche mentale. Si tratta, infatti, di allenamenti pesanti, non della corsetta facile, durante la quale si possono scambiare quattro chiacchiere con i compagni di allenamento.

Nonostante la difficoltà di questo tipo di sedute, tuttavia, bisogna specificare che sono proprio gli allenamenti più veloci che migliorano l’efficienza muscolare. Quando si invecchia, si tende a rallentare il passo degli allenamenti e ad allungare il chilometraggio perché questo tipo di seduta non viene sentita come stancante dal fisico che, con il tempo, tende a perdere la propria efficienza muscolare. Mantenerla attiva diventa quindi prioritario sia dal punto di vista della salute che dal punto di vista della velocità.

Ma come allenarsi per diventare più veloci o per mantenere una velocità già esistente? Basta inserire nella propria tabella di allenamento delle sedute che non siano di fondo ma di interval training, di sprint in salita, o di fartlek. Le distanze e le pendenze delle salite possono variare a seconda delle condizioni fisiche di partenza ma, come per tutti gli allenamenti, è sempre bene che sia l’allenatore a definire quali siano le ripetute migliori da effettuare. L’improvvisazione, infatti, così come il passa parola rappresenta un danno per gli atleti che, soprattutto quando iniziano ad invecchiare, dovrebbero essere seguiti con maggiore attenzione da tecnici esperti che tengano in considerazione gli aspetti psico-fisici individuali.

Naturalmente in questo contesto si sta parlando esclusivamente di velocità di base per una corsa di fondo, ossia di 5-10 chilometri e non di gare di velocità in pista come i 100 e i 200 metri. Tuttavia, anche in questo contesto, con l’avanzare dell’età si devono necessariamente regolare gli allenamenti in maniera da mantenere elevata la velocità: solo così si può arrivare, come Giuseppe Ottaviani, a correre ancora all’età di 100 anni! (in foto)

Il team di RunningMania

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