Olimpiadi 2016: Alex Schwazer stangato

Olimpiadi 2016: Alex Schwazer stangato

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In anticipo rispetto al previsto è arrivata la sentenza del Tas sul caso Schwazer: 8 anni di squalifica, come richiesto dalla Iaaf. Carriera al capolinea

La grande speranza di Alex Schwazer di poter prendere parte alle Olimpiadi di Rio si è spenta nella tarda serata italiana di mercoledì: non solo addio ai Giochi Olimpici per il marciatore altoatesino, ma anche 8 anni di squalifica che significano fine della carriera per l’atleta 32enne. I giudici del Tas hanno accolto la richiesta della Federazione Internazionale di Atletica, che puntava a stangare Schwazer in quanto recidivo e già pizzicato dall’antidoping quattro anni fa alle Olimpiadi di Londra.

E ora? “Sono distrutto” sono state le prime parole pronunciate dall’azzurro che ha sempre proclamato la sua innocenza, dichiarando a più riprese di essere un atleta pulito, adesso. Atteggiamento ben diverso da quello di quattro anni fa, quando aveva ammesso le sue colpe in una conferenza stampa drammatica nella quale aveva confessato la sua debolezza di fronte alle pressioni e alle aspettative di risultati molto alte, in primis da parte sua.

In questa occasione, invece, Schwazer ha respinto ogni accusa di doping e per cancellare l’onta di Londra 2012 si era affidato completamente ad un allenatore, Sandro Donati, che proprio della lotta al doping è diventato un baluardo, mal visto da coloro che che di fronte a pratiche illecite preferiscono chiudere entrambi gli occhi e non parlare. I due sono finiti vittime di un complotto? Praticamente impossibile da scoprire o accertare – a meno di eclatanti e improbabili confessioni – di sicuro però questa squalifica sa tanto di stangata.

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È giusto che Donati e Schwazer continuino a difendersi nelle sedi più opportune se ritengono di aver subito un torto, ma ciò che è davvero importante adesso è non abbandonare un ragazzo che si è visto privato della possibilità di riscatto e additato con fin troppa facilità come “dopato”, sbattuto sulle prime pagine dei quotidiani sportivi e non solo. La squalifica pone fine alla sua carriera, ma Schwazer ha poco più di trent’anni e la vita può continuare anche – soprattutto – fuori dall’atletica, che tanto gli ha dato negli anni ma parecchio gli ha pure tolto. Ha tutto il tempo – e si spera anche le opportunità – per riuscire a levarsi di dosso l’etichetta di “marcio” con la quale è costretto a ritirarsi.

Il team di RunningMania

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