Olimpiadi 2016: le lacrime speciali di Shang Chunsong

Olimpiadi 2016: le lacrime speciali di Shang Chunsong

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Il pianto della ginnasta cinese Shang Chunsong al termine del concorso individuale femminile a Rio non era solo delusione: la sua storia nasconde ben altro

Prendere parte ai Giochi Olimpici per molti è già un sogno, poi ci sono gli atleti che desiderano vincere una medaglia e chi si presenta da favorito e quella medaglia “deve” portarla a casa, meglio se d’oro. Shang Chunsong sognava di conquistare il metallo più pregiato non solo per sé ma anche per suo fratello, anzi soprattutto per suo fratello, e per questo motivo il quarto posto al termine del concorso individuale femminile di ginnastica artistica le ha fatto versare più di una lacrima, inquadrate prontamente dalle telecamere.

Quello che sembrava il pianto di un’atleta delusa per il mancato risultato nasconde invece ben altro, una storia diversa fatta di amore fraterno e obiettivi decisamente più “concreti” del semplice fatto di avere una medaglia olimpica nella propria bacheca. Shang Chunsong è molto legata a suo fratello, un ragazzo cieco che necessita di cure costanti che i genitori – una coppia di operai che vive in un villaggio nell’area sud-est della Cina – non si possono permettere.

Nonostante sia più piccola, è lei che si prende cura e protegge il fratello, tuttavia è grazie a lui che Shang entra a far parte della nazionale di ginnastica artistica cinese; viene ammessa nel Gymnastic Centre di Yongshun, ma non ha i soldi per frequentare le lezioni con regolarità. A racimolarli è proprio suo fratello, che inizia a fare il massaggiatore per dare una mano alla sorellina. E così Shang, per ripagare gli sforzi del fratello, gli promette che sarebbe diventata campionessa olimpica a Rio e guadagnato i soldi necessari per le sue cure.

La medaglia d’oro non è arrivata, i soldi ancora non sono sufficienti e per poter inviare la gran parte di ciò che guadagna alla famiglia, la giovane cinese sta trascurando se stessa. Non si alimenta come dovrebbe e il suo fisico in crescita ne risente: ha 20 anni ma ne dimostra molti meno, avverte spesso debolezza e febbre. Il suo bottino ai Giochi di Rio comprende una sola medaglia, il bronzo nel concorso a squadre: meno di quanto sperasse, ma comunque un risultato straordinario per una ragazza che lotta fin da piccola con le difficoltà della vita. E se le sue lacrime sono speciali, lo sono anche i successi che fin qui è riuscita ad ottenere.

Il team di RunningMania

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