Olimpiadi 2016: Mo Farah si aggiudica anche i 5 mila metri

Olimpiadi 2016: Mo Farah si aggiudica anche i 5 mila metri

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Fra i personaggi-copertina delle Olimpiadi di Rio ci sarà pure Mo Farah: dopo i 10 mila metri, vince anche i 5 mila ed entra nella storia del mezzofondo

Fra i personaggi-simbolo di questi Giochi Olimpici svetta sicuramente Usain Bolt, ma accanto a lui ci sono pure altri atleti che conquistano medaglie e riscrivono la storia. È il caso di Mo Farah, che dopo aver ottenuto l’oro nei 10 mila metri fa il bis vincendo anche la finale dei 5 mila: su queste due distanze, è lui il più forte e la gara disputata nella notte ne è stata l’ennesima dimostrazione. Trattandosi di un fuoriclasse, però, il britannico non si è limitato a vincere.

Ai grandi campioni piace riscrivere la storia coi loro successi e Farah non fa eccezione: Mo infatti aveva centrato la doppietta 5000-10000 anche a Londra 2012 e solo un altro atleta prima di lui era stato capace di vincere le due gare in due edizioni consecutive dei Giochi Olimpici; si tratta del finlandese Lasse Viren, a cui riuscì l’impresa alle Olimpiadi di Monaco 1972 e a quelle di Montreal nel 1976.

Nelle prime battute di gara, la finale è stata animata dagli etiopi che hanno provato a tenere alto il ritmo mentre Farah, come sua consuetudine, se ne stava ben coperto nelle posizioni di rincalzo. Dopo metà gara si è portato avanti, senza però spingere o forzare fino agli 800 metri, quando ha innescato la sua progressione che ha sgranato il gruppo selezionando solo i migliori davanti. 

Il rettilineo finale è quasi uno sprint fra i corridori di testa, con Farah davanti a tutti che al massimo dello sforzo si volta per controllare che nessuno ne abbia più di lui. Così è, la vittoria a braccia spalancate sul traguardo non gli sfugge col tempo di 13’03”30, pochi decimi meglio del secondo, l’americano Paul Chelimo, che chiude in 13’03”90. La medaglia di bronzo la conquista l’etiope Hagos Gebrhiwet, sul traguardo in 13’04”35.

Non è mancato il finale con giallo: dei primi cinque all’arrivo, tre sono stati squalificati per aver tagliato il cordolo in curva e fra questi c’è anche il secondo classificato. Prima che l’ordine d’arrivo effettivo venisse ripristinato, dunque, l’argento è stato per qualche minuto sul collo di Gebrhiwet, mentre il bronzo è andato provvisoriamente al quinto all’arrivo, l’americano Bernard Lagat. Sarebbe stato un risultato sorprendente, vista l’età dell’atleta statunitense: 41 anni! I ricorsi hanno ristabilito il podio, ma di certo non serviranno a placare le polemiche per il caos sull’ordine d’arrivo finale.

Il team di RunningMania

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