Olimpiadi 2024: il sindaco di Roma dice no

Olimpiadi 2024: il sindaco di Roma dice no

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Sfuma il sogno di Roma di ospitare le Olimpiadi del 2024: il sindaco Virginia Raggi ha ufficializzato il suo no. Una decisione logica o un’occasione persa?

Il no è ufficiale e definitivo: Roma rinuncia alle Olimpiadi del 2024 e ad annunciarlo è il sindaco della Capitale Virginia Raggi, confermando quanto già si sapeva. Le speranze di vedere Roma candidata ad ospitare i Giochi Olimpici del 2024 erano ridotte al lumicino, eppure c’era chi confidava in un ripensamento da parte del sindaco, che però non è arrivato. Inevitabilmente il no della Raggi ha suscitato non poche polemiche, anche per il modo in cui è arrivato: il sindaco ha infatti evitato il confronto con i delegati del Coni, lasciandoli in attesa per ben 40 minuti in Campidoglio, senza riceverli. 

Dire sì alle Olimpiadi sarebbe stato da irresponsabili”: con queste parole Virginia Raggi ha motivato la sua decisione nel corso della conferenza stampa, snocciolando poi una serie di numeri e dati circa l’eredità pesante che le Olimpiadi possono lasciare alle città che le ospitano. Certo, l’esempio di Atene farebbe propendere tanti, se non tutti, per il no, ma esistono anche esempi virtuosi, come Londra, che avrebbero potuto suggerire una riflessione più lunga prima di prendere una decisione definitiva.

Criticabile e criticato, il no della Raggi poggia su basi per certi versi solide: quando il nostro Paese è stato chiamato a organizzare grandi eventi sportivi, ha dovuto fare i conti con una corruzione diffusa che ha portato ad abusi a livello edilizio ancora oggi sotto gli occhi di tutti. Gli stadi di Italia ’90 sono un inno agli sprechi, così come gli impianti costruiti per i Mondiali di nuoto del 2009. La questione dunque si sposta su un piano più alto del semplice no alle Olimpiadi del 2024: l’incapacità da parte di politici e amministratori di gestire in maniera saggia, lungimirante e soprattutto trasparente eventi di tale portata.

Di conseguenza il no alle Olimpiadi è una sconfitta di tutti, poiché rivela la nostra cronica incapacità nell’organizzare anche i “semplici” appuntamenti sportivi senza trasformarli in occasioni per arricchirsi ricorrendo agli sprechi e agli abusi. In conclusione, la decisione della Raggi può essere definita logica alla luce di quanto appena detto, ma allo stesso tempo è anche un’occasione persa, e questo è ciò che più fa male agli sportivi e agli appassionati di sport italiani.

Il team di RunningMania

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