Olimpiadi di Rio 2016: Bolt scrive la storia

Olimpiadi di Rio 2016: Bolt scrive la storia

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Il nome di Usain Bolt rimarrà impresso a lungo nella storia della velocità: nella notte lo sprinter giamaicano ha conquistato l’oro anche nei 200 metri

Un lungo filo d’oro lega le Olimpiadi di Pechino, Londra e Rio e ad annodarlo ogni quattro anni ci pensa Usain Bolt: dopo la tripletta nei 100 metri ecco aggiungersi quella sui 200. Tre volte campione olimpico su entrambe le distanze, come mai nessuno prima di lui e chissà se mai qualcuno in futuro riuscirà a ripetere le gesta dell’uomo più veloce al mondo, ma sarebbe meglio dire più veloce di sempre, che ha cannibalizzato gli sprint degli anni Duemila.

Dopo la finale dei 100 metri, anche quella sui 200 è stata senza storia: Bolt nettamente davanti a tutti all’imbocco del rettilineo e nessuno in grado di impensierirlo. Complice la pioggia, caduta sulla pista poco prima del via, e il vento contrario, la sua è stata una prestazione quasi “normale”: 19”78 il suo tempo sul traguardo che gli vale l’ottavo oro olimpico, ad un passo dalle leggende Paavo Nurmi e Carl Lewis. Rispetto alla gara sui 100, però, non ci sono stati subito sorrisi sulla linea del traguardo ma una smorfia di disappunto da parte di Bolt.034241120-f25ef262-2af9-4d49-b62a-cce0016abc05

Forse aveva fiutato aria di impresa prima del via, un nuovo record del mondo o una prestazione comunque sbalorditiva che però non è arrivata. Nessuno, in verità, se l’attendeva: l’Usain Bolt di otto anni fa era un alieno, calato sulla Terra per riscrivere tutti i record di velocità, quello di oggi è un atleta umano, il più veloce in assoluto, ma pur sempre umano. Alle sue spalle è stata intensa la bagarre per una medaglia, una sorta di gara nella gara che ha reso la finale dei 200 entusiasmante.

Alle spalle di Usain si è piazzato Andre De Grasse, canadese considerato l’erede del giamaicano anche se al momento ancora anni luce lontano dal miglior Bolt, con il tempo di 20”02; serratissima la lotta per il bronzo, con tre atleti nello spazio di 1 centesimo: Christophe Lemaitre (20”12), Adam Gemili (20”12) e Churandy Martina (20”13). A spuntarla per il bronzo è stato il francese Lemaitre per una questione di millesimi e ci sono voluti diversi minuti per capire chi, al fotofinish, fosse transitato per primo sul traguardo fra lui e il britannico Gemili. La finale dei 200 è stata l‘ultima gara individuale olimpica di Bolt e in tanti prospettano il vuoto quando lui si ritirerà, con l’augurio che non servano troppi anni per riuscire a colmarlo.

Il team di RunningMania

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