Recho Kosgei: “Nessuno mi ha aiutata”

Recho Kosgei: “Nessuno mi ha aiutata”

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Fonte immagine: https://nos.nl/artikel/2194818-zege-en-hulp-zijn-uitgeputte-kosgei-in-warschau-niet-gegund.html

Le immagini del suo malore durante la maratona di Varsavia hanno fatto il giro del web, ora l’atleta accusa gli organizzatori: “Nessuno è venuto in mio aiuto”

A distanza di tre giorni dalla maratona di Varsavia, in cui è stata sfortunata protagonista, la keniana Recho Kosgei punta il dito contro gli organizzatori e li incolpa di non averla aiutata mentre si stava sentendo male. La podista era saldamente al comando della corsa quando all’arrivo mancava meno di 1 chilometro e in quel momento ha iniziato ad accusare un malore che l’ha fatta barcollare per lunghi istanti prima di crollare al suolo senza più riuscire a riprendersi.

Nessuno in quei drammatici e concitati momenti si è mosso in suo aiuto: gli organizzatori, gli spettatori (a dire il vero nessuno di questi era nelle immediate vicinanze) e neppure gli altri atleti, ad eccezione di un runner della gara maschile che si è fermato per pochi secondi salvo poi riprendere la sua corsa. La Kosgei ha accusato gli organizzatori di non averle fornito aiuto mentre si trovava in difficoltà; a sua volta l’organizzazione della maratona di Varsavia ha replicato tramite una nota.

Nel momento in cui l’atleta ha iniziato ad avere problemi – questo, in sintesi, il messaggio – la vettura che stava davanti a lei si è immediatamente fermata e ha contattato il suo manager e un’ambulanza; gli organizzatori erano però impossibilitati ad intervenire poiché l’atleta stava facendo di tutto per cercare di proseguire e aiutarla in quel frangente, secondo i regolamenti, avrebbe comportato la squalifica della keniana, che si trovava in testa alla corsa.

Come ipotizzato fin da subito, a provocare il malore è stata la disidratazione: la stessa Kosgei ha affermato di aver mancato il rifornimento al 30esimo chilometro e quando, 5 chilometri più tardi, è riuscita a dissetarsi, era ormai troppo tardi per contrastare gli effetti della disidratazione. All’origine del mancato intervento in suo soccorso c’è stato un malinteso: la Kosgei ha dichiarato di aver richiesto aiuto prima di accasciarsi al suolo, ma probabilmente i membri dell’organizzazione non hanno compreso i suoi gesti. Da qui la convinzione che l’atleta volesse rialzarsi e proseguire la corsa. Fortunatamente, la keniana è riuscita a riprendersi dopo le cure che le sono state prestate in ospedale al termine della gara.

Il team di Running Mania

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