Roma 2024: le Olimpiadi della discordia

Roma 2024: le Olimpiadi della discordia

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Il fronte per portare le Olimpiadi in Italia è quanto mai diviso: fra sì e no, il disaccordo è totale o quasi. E voi siete favorevoli o contrari ai Giochi?

Roma 2024 è una data che campeggia spesso sulle pagine dei quotidiani sportivi e non: appare ancora distante ma la decisione relativa all’assegnazione dei Giochi Olimpici verrà presa molto prima. La deadline è fissata infatti per metà settembre 2017, ovvero fra poco più di un anno: allora sapremo quale sarà la decisione del Cio – Comitato Olimpico Internazionale – per quanto riguarda le Olimpiadi del 2024. Roma è una delle città rimaste in lizza, di sicuro la più divisa.

La candidatura della Capitale è stata quanto meno controversa: il governo precedente a quello presieduto da Renzi, guidato da Mario Monti, aveva rinunciato a proporre Roma per i Giochi del 2020 (poi assegnati a Tokyo) poiché riteneva non pronto il Paese per una sfida del genere, poiché impegnato a risolvere l’emergenza della crisi economica. È bastato un cambio di esecutivo per far tornare in auge la candidatura di Roma, con quattro anni di tempo in più per prepararsi l’ipotesi è diventata più allettante.

Nuovo giro di elezioni e nuovo stop: il sindaco di Roma appena eletto, Virginia Raggi, ha fatto sapere che le Olimpiadi non rientrano fra le priorità del Comune, alle prese con problemi ben più gravi. Il fronte dunque si è subito spaccato: da una parte Renzi e Malagò (rispettivamente presidente del Consiglio e del Coni) che continuano a coltivare la candidatura di Roma e per questo sono pure volati a Rio; nessun segnale invece da parte del sindaco capitolino, la Raggi infatti si è ben guardata dal volare fino in Brasile (come hanno fatto i sindaci delle altre città in corsa).

L’opinione pubblica è, come al solito, divisa: da una parte chi pensa che sia una valida occasione per rilanciare l’immagine del nostro Paese, dall’altra coloro che ritengono che organizzare un’Olimpiade sia un ottimo sistema per scialacquare denaro pubblico. E gli ultimi esempi di organizzazioni di grandi eventi sportivi in Italia sembrano dare ragione ai sostenitori del no: i Mondiali di calcio del 1990 ci hanno lasciato in eredità una serie di stadi poco funzionali e dall’estetica discutibile, cattedrali nel deserto nate già vecchie, con concetti superati. Gli impianti utilizzati per i Mondiali di nuoto del 2009 sono abbandonati a loro stessi ormai da anni, in stato di degrado.

Non è un mistero che nel nostro Paese l’organizzazione di eventi internazionali diventi un’occasione per rilanciare corruzione e malaffare, a danno delle tasche dei contribuenti. Inoltre l’esempio della Grecia, la cui crisi cominciò proprio dopo aver ospitato l’Olimpiade ad Atene nel 2004 e da essa, secondo molti esperti, fu aggravata in maniera irreversibile, è sotto gli occhi di tutti e dovrebbe suggerire prudenza. E voi cosa ne pensate: siete favorevoli o contrari alla candidatura di Roma 2024?

Il team di RunningMania

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