Schwazer denuncia il sistema di doping presente in Russia

Schwazer denuncia il sistema di doping presente in Russia

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Sono ricche di amarezza e rammarico le parole usate dall’ex marciatore, Alex Schwazer, all’indomani della sua deposizione al tribunale di Bolzano in merito al processo in corso contro i medici Fidal Giuseppe Fischietto e Pierluigi Fiorella.

L’atleta, infatti, si è lamentato del trattamento impari avuto verso gli sportivi che sono risultati positivi ai controlli antidoping in Russia ma che non sono stati sospesi dall’attività agonistica. Schwazer ha dichiarato come in quel Paese sia stato scoperto un sistema di vero e proprio doping di Stato ma non c’è stata alcuna ripercussione per i dirigenti coinvolti e, addirittura, si sta pensando di riammettere la squadra nazionale ai giochi olimpici che si terranno a Rio de Janeiro, nel 2016.

Al contrario, Schwazer, dopo essere risultato positivo a un controllo antidoping in occasione delle Olimpiadi di Londra, nel luglio del 2012, ha ammesso di aver fatto uso di sostanze vietate per legge e ha dovuto subire la sospensione immediata dall’attività agonistica. Ancora oggi non gli è consentito di gareggiare nelle manifestazioni sportive. All’epoca la sua confessione suscitò molto clamore perché mise in luce un ambiente in cui circolavano sostanze illecite con estrema facilità e, soprattutto, si resero evidenti le pressioni a cui spesso sono soggetti i giovani atleti quando gareggiano ad altissimi livelli.

L’astio verso i russi è molto forte in Schwazer il quale, anche durante la sua testimonianza al processo, ha parlato di una lotta impari durante le gare, denunciando il fatto che nessuno abbia mai tentato di fermare il sistema di doping presente in Russia e che se, in quel periodo, aveva iniziato a usare sostanze illecite, l’avrebbe fatto nel tentativo di cominciare i giochi olimpici del 2012 allo stesso livello degli avversari. L’atleta, quindi, ha confessato di aver avvertito, a quel tempo, molte difficoltà e di sentirsi senza via di uscita.
Il marciatore, in aggiunta, ha citato oltre trenta casi di doping venuti alla luce sempre in Russia, che però non sono mai stati, di fatto, puniti.
Schwazer, comunque, dovrà attendere il termine ultimo della propria squalifica, che scadrà il 30 gennaio 2016, per poter tornare a gareggiare.
Nel 2012, subito dopo essere stato trovato positivo all’eritropoietina durante il test che si tenne, a sorpresa, su richiesta dell’Agenzia mondiale antidoping, fu sospeso dal CONI e, qualche giorno più tardi, rassegnò spontaneamente le dimissioni dall’Arma dei Carabinieri a cui apparteneva. La sospensione e lo scandalo gli sono anche costati l’annullamento di un importante contratto pubblicitario: la Ferrero, di cui era sponsor, decise di non rinnovare la collaborazione.

L’incresciosa situazione orbitante intorno al doping, inoltre, si è mostrata deleteria anche per l’allora fidanzata dell’atleta, Carolina Kostner, stella del pattinaggio sul ghiaccio. La ragazza, infatti, è stata squalificata per un anno e quattro mesi per complicità quando, sempre nel luglio del 2012, avrebbe mentito sulla presenza del compagno in casa per evitare che gli venissero effettuati prelievi di campioni biologici per i controlli. Questo comportamento è stato giudicato colpevole ma la sua squalifica sarà più breve e terminerà il 31 dicembre del 2015.

Il team di RunningMania

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