Scoprire la montagna grazie alla corsa: le meraviglie dello skyrunning

Scoprire la montagna grazie alla corsa: le meraviglie dello skyrunning

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Conosciamo da vicino una disciplina che sta trovando sempre più appassionati anche in Italia: ecco di cosa si tratta e quali benefici comporta.

Il nome suggestivo, quasi poetico, fa pensare ad una corsa sulle nuvole: in realtà lo skyrunning non differisce molto dagli altri tipi di corsa se non per il fatto che si pratica ad alta quota. Gli skyrunner sono velocisti e maratoneti che praticano il proprio sport preferito su alcune delle vette più alte del globo. Le altitudini importanti aggiungono difficoltà nella pratica sportiva a causa della minore quantità di ossigeno disponibile per muscoli e polmoni. Le competizioni di skyrunning generalmente si aprono con un’altitudine di 2.000 metri per concludersi in cima ad una montagna, ad un’altezza variabile fra 3.000 e i 4.000 metri.

Lo skyrunning può essere praticato in qualunque zona montuosa, dalle Alpi sino al Tibet, dal Nepal sino al Colorado. Le aree ideali per l’allenamento sono le stazioni sciistiche, sia perché facilmente raggiungibili in auto, sia perché presentano degli itinerari già segnati. I tipi di competizione dipendono prettamente dal terreno: alcune richiedono sprint in salita e sono di breve durata, altre invece comportano un’ascesa costante e possono durare diverse ore. Ne esistono di tre tipologie: il Vertical Kilometer, che presenta un dislivello di 1.000 metri ad un’altitudine variabile e con una distanza fra i 3 ed i 5 km; la Sky Race, a quota 3.000 metri, con una distanza molto simile alla classica maratona; la Sky Marathon, a 4.000 metri di quota.

I benefici legati allo skyrunning sono molteplici: rafforza l’apparato cardiovascolare, rende più elastici i muscoli delle gambe e conferisce un fisico asciutto. Non solo: i benefici sono anche di carattere psicologico poiché si sviluppano maggior consapevolezza della propria forza e resistenza mentale. Lo skyrunner ha la possibilità di stare immerso nella natura ed imparare a sperimentare il silenzio e la solitudine dati dai meravigliosi luoghi in cui le competizioni si svolgono. Come nel caso del più famoso nordic walking, si ha l’occasione di allontanarsi dai ritmi cittadini frenetici e di fare un break rilassante e meditativo.

Lo skyrunning è molto più impegnativo rispetto al running classico, dunque chi si avvicina a tale disciplina deve avere l’idoneità fisica e praticare allenamenti adeguati per evitare patologie acute o croniche, oltre ad attrezzarsi con scarpe ed abbigliamento adeguati. Chi vive ad alta quota è sicuramente avvantaggiato rispetto ai runner “di pianura”. L’organismo necessita di acclimatarsi e preparare la forma fisica può richiedere tempo. Per avvicinarsi allo skyrunning si comincia con dello jogging lento e poi si aumenta gradualmente il ritmo giorno dopo giorno. Inizialmente è normale percepire delle difficoltà respiratorie e muscolari: è parte del processo di acclimatamento. Per prevenire il classico “mal di montagna” è inoltre necessario idratarsi costantemente e seguire un’alimentazione corretta.

Il contesto montano in cui lo skyrunning può essere praticato è molto vario: può includere terreni fangosi, boschivi, rocciosi e sentieri impervi e scoscesi, più o meno attrezzati. Un corridore del cielo dunque deve conoscere e prepararsi al meglio per affrontare eventuali difficoltà tecniche tipiche dei percorsi, sia durante l’allenamento, sia durante la gara vera e propria. Test di valutazione e controlli medici vanno effettuati periodicamente in modo da prevenire qualsiasi tipo di rischio.

Il Team di Runningmania

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