Speciale Olimpiadi 2016: l’infinita attesa di Schwazer

Speciale Olimpiadi 2016: l’infinita attesa di Schwazer

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Alex Schwazer dovrà attendere fino al 12 agosto per sapere se potrà partecipare alle Olimpiadi di Rio: la sentenza del Tas è stata rinviata ancora una volta

Inizia ad assumere contorni grotteschi la vicenda di Alex Schwazer, e non certo per colpa del marciatore altoatesino; la sentenza del Tas – il Tribunale Arbitrale dello Sport – attesa per l’8 agosto è stata rimandata addirittura per la quarta volta. La prima udienza era stata fissata per il 27 luglio a Losanna (sede del Tas), poi rinviata al 4 agosto a Rio de Janeiro e infine all’8, quando si è finalmente tenuta; dopo oltre dieci ore in cui sono state ascoltate le diverse testimonianze, è stato comunicato che la sentenza verrà emessa venerdì 12 agosto, giorno della 20 km di marcia, una delle due gare a cui Schwazer dovrebbe partecipare.

Quello di ieri è stato un vero e proprio colpo di scena che ha colto tutti di sorpresa: sospeso in via cautelare per la positività ad un controllo antidoping dello scorso primo gennaio, l’atleta azzurro si era rivolto al Tas per chiedere la revoca della sospensione e denunciando delle irregolarità circa il controllo antidoping che lo ha visto positivo. Il suo obiettivo è prendere parte alle gare di marcia di Rio 2016, in quanto si ritiene un atleta pulito.

Dalla sua parte c’è il suo allenatore, Sandro Donati, che ieri dopo la sua testimonianza ha lasciato l’udienza sbattendo la porta, un chiaro segno di disappunto. La difesa di Schwazer si basa principalmente su un punto: il campione della sua presunta positività non è stato correttamente tracciato nel viaggio verso il laboratorio di Colonia dove è stato analizzato e una volta giunto lì è stato specificato da dove proveniva in maniera illegittima e insolita. Non è una prassi, infatti, che le provette riportino il luogo di provenienza. Un segnale a chi di dovere per far comprendere che quel campione andava trattato “diversamente” da altri?

È questa la tesi che la difesa dell’atleta azzurro sta cercando di sostenere con tutti gli strumenti a sua disposizione. Più che una vicenda di doping, la storia di Schwazer sta assumendo i contorni di un caso di spionaggio, con fatti e avvenimenti che sembrano usciti da una storia di servizi segreti. Durante la lunga udienza blindata, è trapelato che la Iaaf – la Federazione Internazionale dell’Atletica – ha chiesto per Schwazer una squalifica di otto anni, dato che si tratta della seconda positività.

Per rendere nota la decisione finale dell’arbitrato non ci sarà bisogno di un’altra udienza: la sentenza verrà infatti comunicata via mail ai legali delle parti interessate. Fino ad allora, Schwazer ha dichiarato che continuerà ad allenarsi e a preparare le gare alle quali ha dedicato gli ultimi anni della sua carriera, in cerca di quella possibilità di riscatto che forse non avrà mai.

Il team di RunningMania

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