Speciale Olimpiadi 2016 Rio: Alessia Trost, la speranza italiana nel salto in alto

Speciale Olimpiadi 2016 Rio: Alessia Trost, la speranza italiana nel salto in alto

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La speranza per l’Italia nel salto in alto femminile si chiama Alessia Trost: nata l’8 marzo del 1993 a Pordenone, è alta 1,88 metri per un peso di 68 chilogrammi. È il fiore all’occhiello della nostra spedizione olimpica per Rio nella disciplina del salto in alto, nella quale ha raccolto numerosi successi durante gli anni giovanili. Le misure fatte registrare nelle ultime stagioni fanno ben sperare per un buon piazzamento nella prova olimpica, col sogno nemmeno troppo lontano di poter salire sul podio in finale e conquistare così una medaglia.

Sin da bambina ha mostrato una particolare attitudine per il salto in alto, ottenendo valide misure già in tenera età nella categoria esordienti. Per via della struttura fisica, in particolare l’altezza, viene accostata alla saltatrice di origini croate Blanka Vlasic, una delle migliori interpreti nella disciplina degli ultimi anni, capace di conquistare due medaglie d’oro ai mondiali e un argento nelle Olimpiadi di Pechino del 2008, saltando con una certa costanza sopra i 2 metri (è suo il secondo salto più alto di sempre, 2.08 metri, realizzato nel 2009 a Zagabria).

Alessia Trost comincia a mettersi in evidenza durante il biennio 2009-2010, quando conquista il campionato italiano allievi sia nella specialità outdoor che indoor, al quale ha aggiunto il titolo mondiale, sempre nella categoria allievi, conquistato nel 2009 a Bressanone. Si tratta di un’affermazione storica per lo sport italiano, poiché è la prima medaglia d’oro per i colori azzurri nella categoria riservata agli allievi. Nel 2010 sono arrivate altre due medaglie, anche se meno pregiate rispetto a quelle dell’annata precedente.

Si aggiudica la medaglia d’argento ai Giochi olimpici giovanili disputati a Singapore e ottiene un altro argento ai Trials europei che si tennero in Russia, per la precisione a Mosca. Risultati di assoluto rilievo che la collocano fra le atlete più promettenti all’interno del panorama nazionale. Nel 2011 entra a far parte della categoria juniores, dove continua a mostrare il proprio talento; agli Europei di Tallinn chiude soltanto quarta ma si riscatta l’anno successivo ai Mondiali di Barcellona vincendo la medaglia d’oro.

In quell’occasione salta la misura di 1.91 metri, suo primato personale, e tenta l’assalto a 1.95 – misura che le avrebbe permesso di partecipare alle Olimpiadi di Londra – ma fallisce la prova. Dalla fine del 2011 fa parte del “Gruppo Sportivo delle Fiamme Gialle” che fa capo alla Guardia di Finanza. Il 2013 può essere considerato l’anno della sua consacrazione: a fine gennaio riesce a raggiungere la misura di 2.00 metri e prima di lei – fra le atlete italiane – ci erano riuscite solamente Antonietta Di Martino e Sara Simeoni. Si tratta, dunque, di una prestazione piuttosto significativa, preludio alle vittorie dei mesi successivi.

Già a febbraio porta a casa il titolo nazionale indoor, prima affermazione fra i “grandi”, e in quell’occasione prova subito a superare il proprio primato personale ma fallisce l’assalto ai 2.01 metri. Poche settimane più tardi resta fuori dal podio agli Europei indoor disputati a Goteborg, concludendo la sua prova al quarto posto. Il riscatto arriva agli Europei under 23 tenutisi a luglio a Tampere: Alessia conquista la medaglia d’oro, fissando anche il suo nuovo record outdoor (1.98 metri la misura saltata).

Sempre a luglio vince i campionati italiani outdoor, facendo doppietta con quelli indoor conquistati a febbraio, anche se il suo salto è lievemente inferiore alle misure precedenti (si ferma, infatti, a 1.90 metri). Ad agosto è già tempo di mondiali, ma a Mosca la Trost non riesce ad andare oltre il settimo posto finale, rimanendo ben lontana dalla zona medaglie. Nel 2014 si conferma campionessa italiana outdoor, ma l’appuntamento agli Europei di Zurigo riserva una nuova delusione: un magro nono posto.

Il 2015 porta con sé un parziale riscatto: torna ai campionati italiani indoor e diventa nuovamente campionessa e a marzo si classifica seconda agli Europei indoor in quel di Praga, dove conquista una medaglia d’argento con la misura di 1.97 metri. La prima parte dell’annata è fortunata, perché a luglio agli Europei under 23 disputati in Estonia si conferma campionessa europea, concedendo il bis del titolo ottenuto due anni prima a Tampere.

Si vede costretta però a rinunciare prima al campionato italiano outdoor e poi ai Mondiali di Pechino a causa di acciacchi fisici, che la obbligano a chiudere in anticipo il suo 2015 rinunciando ad alcuni degli appuntamenti più importanti della stagione agonistica. Il fulcro principale del suo 2016 sarà ovviamente l’Olimpiade di Rio, alla quale si avvicina con l’obiettivo di fare meglio dei risultati ottenuti finora in ambito internazionale fra europei e mondiali. Saranno i suoi primi Giochi Olimpici in carriera, un’esperienza che resta indimenticabile per tutti gli atleti che hanno la fortuna di viverla almeno una volta.

Finora a contraddistinguere Alessia Trost c’è stata sempre una discreta regolarità di risultati, segnale inequivocabile del fatto che si tratti di un’atleta solida; nelle varie rassegne internazionali alle quali ha preso parte finora è sempre riuscita a raggiungere la fase finale. Una piccola curiosità riguarda il suo palmares: non sono presenti medaglie di bronzo, ma soltanto ori e argenti. Certo, se il primo bronzo dovesse arrivare proprio a Rio sarebbe senz’altro il benvenuto…!

Nel corso della sua carriera è riuscita a vincere i campionati nazionali sia indoor che outdoor di tutte le categorie nei quali tali campionati si disputano, vale a dire allievi, juniores, promesse e assoluti e si tratta di un primato che conferma la sua consistenza in gara nel corso degli anni fin dall’adolescenza. Suoi sono pure i record nel salto in alto sia indoor che outdoor in ben tre categorie – allievi, juniores e promesse – manca solo quello negli assoluti. Il suo salto nella categoria promesse indoor è secondo solamente al primato nazionale stabilito da Antonietta Di Martino.

A separare la Trost dalla migliore performance di sempre a livello italiano ci sono solo 4 centimetri: 2.04 metri per la Di Martino contro i 2.00 metri della Trost. La sua progressione nei salti outdoor è stata costante, dato che già nel 2010 fu capace di superare l’1.90 e appena tre anni più tardi ottenne il suo miglior risultato personale saltando 1.98 metri. Il 2013 è stato il suo anno migliore dal punto di vista dei primati, visto che raggiunse anche quello indoor con una prestazione superba a Trinec, in Repubblica Ceca.

In appena dodici mesi migliorò il suo primato di ben 9 centimetri, arrivando a saltare 2.00 metri tondi al Meeting Internazionale che si tenne a fine gennaio. Quella prestazione gli consentì di occupare il primo posto nel ranking mondiale indoor nel corso del 2013 (attualmente occupa la quarta posizione). Sempre nel 2013 ha occupato il piazzamento migliore nel ranking mondiale outdoor – il 6° posto – scivolando poi al decimo occupato attualmente.

Nel suo palmares sono presenti in totale 6 medaglie d’oro e 2 d’argento ottenute fra il 2009 e il 2015. Il suo primo successo è nel Mondiale allievi di Bressanone, seguito poi dal “Festival olimpico della gioventù europea” di Tampere e dalle Gymnasiadi di Doha; tre ori conquistati tutti nel 2009. Nel 2010 invece c’è solo l’argento ai Giochi olimpici giovanili di Singapore e prima di rivedere una medaglia bisogna aspettare i Mondiali juniores a Barcellona del 2012. L’anno seguente ancora un oro, stavolta agli Europei under 23, risultato che viene ripetuto anche nel 2015 e che va ad affiancarsi alla medaglia d’argento degli Europei indoor di Praga. Nel 2016 sarà la volta della prima medaglia olimpica?

Il team di RunningMania

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