Speciale Olimpiadi 2016 Rio: l’Italia della marcia punta su Eleonora Giorgi

Speciale Olimpiadi 2016 Rio: l’Italia della marcia punta su Eleonora Giorgi

- in RUNNING, SPORT
1346
0

Eleonora Anna Giorgi è una delle atlete che comporranno la squadra femminile impegnata nella marcia alle prossime Olimpiadi di Rio. Nata il 14 settembre del 1989, Eleonora Giorgi è alta 1 metro e 63 e pesa 52 chilogrammi; si tratta di una delle marciatrici di punta della formazione azzurra ed è allenata da Giovanni Perricelli, ex marciatore che nel 1995 fu vicecampione del mondo, e medaglia d’argento, ai mondiali di Goteborg sulla distanza di 50 chilometri. Nel corso degli anni la Giorgi si è specializzata sulla distanza di 20 chilometri, ma ha ottenuto brillanti risultati pure sulle distanze inferiori di 5 mila e 3 mila metri, non a caso è anche detentrice di un primato mondiale.

Il primo risultato di rilievo nella carriera di Eleonora Giorgi arriva nel 2008, quando diventa campionessa italiana nella categoria juniores sulla distanza di 5 mila metri e a questo titolo affianca la medaglia di bronzo ai campionati juniores indoor sulla distanza di 3 mila metri. L’anno successivo debutta con la casacca della nazionale italiana assoluta e disputa la sua prima prova sui 20 chilometri, chiudendola al quinto posto. Nel 2009 effettua il salto nella categoria promesse e fa incetta di titoli nazionali.

Conquista infatti la medaglia d’oro nella marcia 20 chilometri su strada, nei 3 mila metri indoor e nei 5 mila all’aperto, mostrandosi competitiva anche nei campionati nazionali assoluti, dove ottiene una medaglia d’argento nei 5 mila metri e due di bronzo nella 20 chilometri e nei 3 mila metri indoor. A livello nazionale si impone come una delle migliori atlete nella marcia del panorama italiano in età piuttosto giovane, dato che non ha ancora compiuto 20 anni. Dopo un’annata brillante, segue un 2010 nel quale conferma la sua crescita, andando a conquistare un altro titolo nazionale nella categoria promesse.

Si aggiudica, infatti, l’oro nella marcia sui 3 mila metri indoor, conquistando un altro argento negli assoluti indoor (sempre sulla distanza di 3 mila metri) e nella 20 chilometri su strada nelle promesse. Sempre nei campionati assoluti vanno aggiunte due medaglie di bronzo, la prima nella 20 chilometri e la seconda nei 5 mila metri. Il suo palmares a livello italiano si arricchisce ogni stagione, manca però una medaglia in ambito internazionale, dove i risultati fino a questo momento sono stati al di sotto delle attese.

Nel 2011 è campionessa italiana nella categoria promesse sia nei 3 mila metri che nei 5 mila metri di marcia – i primi conquistati indoor, i secondi invece all’aperto – e ottiene un argento nei campionati assoluti indoor nei 3 mila metri e un bronzo, sempre nei 3 mila metri, negli assoluti all’aperto. I tempi sono ormai maturi per una medaglia a livello continentale, che arriva negli Europei under 23 di Ostrava, in Repubblica Ceca: conclude al terzo posto la 20 chilometri di marcia, portando a casa la medaglia di bronzo.

Il 2012 è l’anno dei primi titoli italiani assoluti, conquistati nei 3 mila metri indoor e nella 10 chilometri su strada. Nel Grand Prix di La Coruña disputato a giugno ottiene un sesto posto che gli vale la qualificazione alle Olimpiadi di Londra dell’estate successiva: viene ammessa dunque nella squadra delle marciatrici accanto ad Elisa Rigaudo. Quella londinese è un’esperienza tutto sommato positiva non tanto per il risultato (14esimo posto finale) quanto per la prestazione, dato che ottiene il suo miglior tempo personale nella marcia sui 20 chilometri.

L’anno seguente ottiene un altro argento nei campionati italiani nella 10 chilometri, ma soprattutto conquista il suo primo oro a livello internazionale ai Giochi del Mediterraneo disputati in Turchia, a Mersin, nella 20 chilometri su strada. Fa inoltre il suo debutto ai mondiali, ma non va oltre il decimo posto finale. Il miglioramento più netto nei tempi arriva nel 2014, quando fissa il nuovo primato italiano nei 3 mila metri indoor che resisteva da oltre dieci anni (migliorandolo di oltre 3 secondi).

Nella 20 chilometri fa meglio della prestazione olimpica di due anni prima e stabilisce il suo nuovo primato personale, il terzo di sempre a livello italiano. Il miglioramento su tale distanza è costante e pochi mesi più tardi fa suo il record italiano, che pure in questo caso resisteva da oltre un decennio. È un momento di grande forma per la Giorgi, che nel medesimo periodo conquista anche il record mondiale nei 5 mila metri in pista, strappando il primato a Gillian O’Sullivan, marciatrice irlandese, che l’aveva stabilito nel 2002.

A completare la sua annata d’oro c’è il quinto posto conquistato agli Europei di Zurigo sulla distanza di 20 chilometri. Sulla medesima distanza, nel 2015, ritocca ulteriormente i suoi primati abbassando per ben due volte il tempo-record, facendo meglio di oltre 50” rispetto al vecchio primato detenuto da Elisabetta Perrone. Una prestazione straordinaria realizzata in quel di Murcia le vale la medaglia d’argento nella gara sui 20 chilometri della Coppa Europa. La delusione arriva però nei mondiali di Pechino dello stesso anno, dove non conclude la prova poiché viene squalificata.

Fra qualche mese comincerà la sua seconda avventura olimpica in carriera e la Giorgi si avvicina a Rio con ambizioni senz’altro superiori rispetto a quanto avvenne nel 2012 e con credenziali di tutto rispetto; è detentrice di un record mondiale e di ben tre primati italiani, nella 20 chilometri ha fatto registrare le tre migliori prestazioni di tutti i tempi per quel che concerne le atlete italiane e proprio su tale distanze la Giorgi ha fatto vedere le cose migliori, con una progressione costante nei tempi e un salto di qualità nelle performance nelle ultime due stagioni.

Appaiono invece un po’ più legati al caso i tempi nei 3 mila metri e nei 5 mila metri; sulla prima distanza ha fatto registrare tempi simili dal 2010 al 2012, per poi stabilire il record italiano nel 2014 con un tempo inferiore di oltre un minuto rispetto a quelli precedenti, senza però riuscire più ad avvicinarsi negli anni successivi. Altrettanto estemporaneo il tempo nei 5 mila metri che le è valso il record del mondo: una progressione vertiginosa dal 2011 al 2013, in cui ha abbassato il suo personale di quasi 2 minuti, e poi il primato nel 2014 con un miglioramento di ben 45” rispetto al tempo precedente.

Dopo aver stabilito il primato mondiale, nel 2015 le prestazioni sono tornate al livello del biennio 2012-2013. Nella 20 chilometri di marcia, invece, il tratto distintivo di Eleonora Giorgi è proprio la costanza, ma anche in questo caso si nota un miglioramento netto fra il 2013 e il 2014, in cui il primato personale è stato abbassato di ben 5 minuti e ulteriormente migliorato nel 2015. Il suo palmares finora non è molto ricco e si nota la mancanza di medaglie nelle competizioni che contano, ovvero Europei, Mondiali e naturalmente Olimpiadi.

Al suo attivo Eleonora Giorgi può vantare quattro medaglie in ambito internazionale: un oro ai “Giochi del Mediterraneo”, un argento individuale e uno a squadre nella Coppa Europa e un bronzo agli Europei riservati agli under 23. Un bottino tutto sommato magro ad alti livelli che certo non la colloca fra le favorite nelle prove di marcia delle prossime Olimpiadi. D’altro canto, però, la Giorgi ha mostrato di essere in grado di compiere degli exploit inattesi, e chissà che proprio ai Giochi olimpici non le riesca una prestazione superlativa.

Nel suo palmares figurano altri risultati di rilievo in competizioni minori, come i due ori nella classifica a squadre conquistati all'”Incontro internazionale” nel 2009 e nel 2010 e un’altra medaglia d’oro vinta nel 2015 alla “IAAF World Race Walking Challenge” nella marcia sulla distanza di 20 chilometri disputata a Dudince. Nella corsa sulla medesima distanza tenutasi invece a Rio Maior, in Portogallo, ha concluso al secondo posto portando a casa la medaglia d’argento.

 

 

Il team di RunningMania

Commenti

commenti

You may also like

Attività fisica: una volta a settimana è sufficiente?

Un recente studio ha rivelato che dedicarsi all’attività