Tipologie di runner: ecco chi è il recordman

Tipologie di runner: ecco chi è il recordman

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Soprattutto negli ultimi anni, sono sempre di più le persone che in alcuni momenti della loro vita si avvicinano alla corsa, ma tra queste ovviamente non tutte sono destinate a diventare runner professionisti: per la maggior parte della gente, infatti, la corsa rappresenta una parentesi della loro vita, qualcosa cui dedicare un po’ di tempo di tanto in tanto, in maniera spesso discontinua e a periodi alterni.

Così facendo, però, ci si preclude tutto quello che di bello il running può regalare, e non solo in fatto di sensazioni, motivazione e ottimismo, ma anche in termini di importanti benefici per la salute. Questa breve parentesi introduttiva lascia intuire che ci sono varie tipologie di runner.

In questo articolo si parlerà di una delle tipologie più ricorrenti, ovvero quella del cosiddetto recordman, termine che nel mondo amatoriale – lungi dall’implicare titoli mondiali e prestazioni ineguagliabili – sta semplicemente a indicare un runner costantemente impegnato nel tentativo di migliorare le proprie prestazioni, a prescindere dai quali esse siano. Il motivo è molto semplice. Se infatti, quando si comincia a correre, generalmente lo si fa con altre finalità – per esempio quella di fare amicizia, di dimagrire o di stare meglio con se stessi e col proprio corpo – una volta entrati nello spirito del vero runner, ci si rende immediatamente conto dell’importanza rivestita da quel numerino magico che si trova accanto a ogni prestazione, ovvero il tempo impiegato per percorrere una determinata distanza. Se per alcuni il senso del running non è questo, e numero ed orologi hanno scarsa importanza, per altri invece la prestazione è l’elemento più importante, la finalità principale cui tutto si riduce.

Si tratta appunto dei recordman, facilmente riconoscibili poichè ben presto cominciano ad adottare un lessico da professionisti, con termini precisi che solitamente appartengono al mondo agonistico, non certo a quello amatoriale. I recordman spiccano inoltre per la loro estrema determinazione e per i piani d’allenamento dettagliati e strutturati, che raramente non portano a termine; la loro dedizione di solito gli vale importanti miglioramenti. Alcune volte si è recordman per tutta la vita, nella maggior parte dei casi, invece, lo si è solo per un periodo; si tratta di una fase che può durare pochi mesi o anni, e tutto dipende da come l’atleta riesce a diluire i propri miglioramenti. Al miglioramento delle prestazioni contribuiscono tutta una serie di fattori direttamente controllabili dal runner, ovvero il peso (dimagrire comporta ovvi vantaggi, ma è importante che ciò avvenga nel modo e nei tempi giusti), il numero degli allenamenti settimanali, l’efficacia di tali allenamenti (sono tanto più efficaci, quanto più sono personalizzati) e, non da ultima, l’esperienza che si acquisisce sul campo, negli anni.

Il recordman punta tutto su una mentalità vincente che gli impedisce di soffrire del passare del tempo (se si migliora, dunque non si invecchia) e sul suo essere quasi sempre insaziabile: una volta ottenuto un record, infatti, egli pensa subito al prossimo. Tuttavia una simile mentalità presenta inevitabili rischi. Il primo, il più pericoloso, è che il recordman comincia a mancare di realismo, a dipingersi un futuro ideale in cui difficilmente le sue ambizioni si realizzeranno. Per non perdersi in fantasie che non hanno alcun fondamento nella realtà, egli deve analizzare attentamente, in maniera oggettiva e precisa, i propri margini di miglioramento, anche in base all’età e alla struttura fisica: solo così potrà gestire al meglio la propria passione ed evitare frustrazione e malcontento.

Il team di BreakNotizie

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