Trail running: come evitare i pericoli del maltempo

Trail running: come evitare i pericoli del maltempo

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Domenica 15 maggio 2016, nel corso del Trail dei Tre Castelli, a Gemona, nel Friuli, è morto il runner Mario Pantanali, colpito da un fulmine che l’ha ucciso istantaneamente, scagliandolo a 15 metri di distanza dal percorso. L’atleta aveva 42 anni ed abitava a Noventa Vicentina. Subito dopo la tragedia tanti si sono chiesti se si poteva evitare e se c’era da cercare la responsabilità o la colpa di qualcuno. Di certo però il trailer è morto per pura sfortuna perché un fulmine è imprevedibile. La montagna resta comunque un ambiente naturale ostile e non può essere affrontato superficialmente perché può essere molto pericoloso. Ne parlano due dei migliori atleti di trail d’Europa: Ernesto Ciravegna e Pablo Barnes.

Ciravegna, medico oltre che runner, afferma che l’incidente deve far riflettere sulla caducità della vita umana. Mario Pantanali è partito insieme a tutti gli altri per una competizione di 50 km con 3.500 m di dislivello. Il tempo era buono con possibili piogge nel pomeriggio. Purtroppo dopo il temporale di mezzogiorno è caduta una pioggia di fulmini sul tracciato. Ciravagna sottolinea che non esiste nessuna colpa ma solo fatalità. Escludendo errori o negligenza nell’organizzazione di una competizione, gli sportivi devono essere responsabili nel conoscere il percorso, le difficoltà che può causare il terreno, l’altitudine, la distanza, la propria condizione fisica, le previsioni del tempo e l’abbigliamento più adatto, per essere pronti ai repentini cambi di condizioni meteo, tipici della montagna.

Pablo Barnes dichiara di aver avuto molta paura durante la sua partecipazione alla corsa Maremontana, dove morì Paolo Ponzo a causa di un assideramento. Il runner argentino era preoccupato perché indossava un abbigliamento troppo leggero, un fatto assai rischioso in ambiente montano. Egli ricorda molte gare durante le quali il tempo è cambiato improvvisamente. L’anno scorso la competizione di Tor de Géants fu saggiamente interrotta dagli organizzatori per il tempo avverso, anche se i runner protestarono contro questa decisione. Tuttavia nel caso dello sfortunato Mario Pantanali l’organizzazione non poteva purtroppo fare alcunché né presagire l’infausto evento. Poiché le competizioni di trail running diventano sempre più popolari Barnes paventa la possibilità che molti atleti corrano senza conoscere bene i pericoli della montagna.

Secondo Ciravegna ci sono una serie di importanti accortezze da rispettare in un temporale ad alta quota, nel corso di una competizione o di una seduta di allenamento. Il runner deve essere anche un po’ alpinista per percorrere tanti chilometri, essere soggetto a dislivelli elevati, salire su 3.000 metri. Il medico consiglia di abbandonare i bastoncini che sono inutili contro i fulmini. Non bisogna avere addosso oggetti di metallo, nemmeno orologi o chiavi. Occorre uscire dai boschi di abeti e pini, e mantenersi ad un paio di centinaia di metri di distanza da essi. Ci si può riparare in un bosco di alberi con chioma tonda, come frassino, rovere o faggio. Il trailer deve stare lontano da rocce alte e a punta. Non deve fermarsi sotto ad antenne di alcun tipo ma in uno spazio aperto, accovacciato o seduto sullo zaino. Bisogna smettere di correre perché aumenta le cariche elettrostatiche sul corpo, incrementando il rischio di essere colpiti da un fulmine.

Il team di RunningMania

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