Usain Bolt corre in maniera strana?

Usain Bolt corre in maniera strana?

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L’infortunio nella staffetta 4×100 ai mondiali potrebbe non essere dovuto al freddo, ma alla maniera di correre “strana” di Usain Bolt: scopriamo perché

Per quasi un decennio è stato il punto di riferimento della velocità in pista, e non poteva essere altrimenti visti i risultati e i record che hanno portato l’atletica leggera in una nuova dimensione. Eppure Usain Bolt non può essere considerato un esempio di stile nella corsa, tanto che molti hanno addirittura definito “strano” il suo modo di correre. In particolare, alcuni studiosi della Southern Methodist University hanno evidenziato come il “Lampocorra asimmetricamente, tenendo in appoggio un piede per più tempo rispetto all’altro.

Nello specifico si tratta del piede sinistro e, quasi per compensare, il destro appoggia al suolo con più forza, all’incirca il 13% in più. Numeri che potrebbero sembrare di poco conto, ma che in realtà fanno una grande differenza soprattutto quando si parla di corse che vengono decise sul filo dei centesimi e talvolta addirittura dei millesimi. Ma per quale motivo Bolt corre in questa maniera? Il motivo è presto detto: lo sprinter giamaicano ha una gamba – quella destrapiù corta dell’altra.

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Inoltre soffre di una forma leggera di scoliosi, per cui ha adattato in maniera spontanea la sua corsa a tali “difetti”, trovando l’ottimizzazione perfetta. Se avesse corretto il suo modo di correre in maniera che fosse simmetrico sarebbe riuscito ad andare ancora più veloce? Secondo diversi studiosi no, non avrebbe guadagnato nulla in efficienza e velocità, anzi avrebbe corso il rischio di andare più piano. Di sicuro è straordinario come il suo corpo si sia adattato ad un’asimmetria che va ben al di là del normale, riuscendo a rendere Bolt l’uomo più veloce al mondo.

L’altra caratteristica che lo ha reso eccezionale è stata la capacità di compensare la partenza lenta con un’accelerazione che si manteneva costante fino quasi al termine dei 100 metri, mentre la maggior parte degli sprinter decelera a partire dai 60-70 metri. Ciò che però in tanti si sono domandati è se tale asimmetria che caratterizza il suo modo di correre possa essere stata la causa dell’infortunio che lo ha fermato ai mondiali: una risposta certa non c’è, però non è da escludere che con gli anni il corpo non riesca più a compensare tale sbilanciamento con la stessa efficacia, esponendo lo sprinter giamaicano a problemi ed infortuni più frequenti rispetto al passato.

Il team di RunningMania

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