Come prevenire l’overtraining

Come prevenire l’overtraining

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Si chiama sovrallenamento, meglio noto come overtraining e rappresenta un vero e proprio pericolo per corpo e mente: ecco come evitarlo.

Spesso gli atleti amatori, soprattutto i principianti o quelli che puntano a un importante obiettivo, si allenano con troppo impegno, senza rispettare i corretti tempi di recupero e riposo e rischiando di finire in overtraining. Si tratta di una condizione abbastanza comune, che viene causata dal troppo entusiasmo che, spesso, maschera i primi sintomi di affaticamento non permettendo di correre in tempo ai ripari. Tuttavia è fondamentale porre attenzione a una serie di indicatori che permettono di individuare una condizione di particolare stanchezza consentendo così di intervenire prima che l’overtraining raggiunga un punto tale da richiedere uno stop anche di diverse settimane.

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A differenza di quanto si può credere, allenarsi troppo, soprattutto senza essere seguiti da un allenatore che sappia calibrare in maniera corretta il tipo di allenamento, può portare a un peggioramento delle prestazioni a causa di un eccesso di stanchezza psico-fisica. I primi sintomi di una condizione di overtraining arrivano proprio dalle prestazioni: esse infatti iniziano a peggiorare nonostante l’impegno e la costanza. Il peggioramento è inoltre accompagnato da un costante senso di stanchezza non solo fisica (spossatezza e sonno) ma anche mentale (difficoltà nel concentrarsi) che porta a serie difficoltà anche nella vita extra-sportiva, ossia nel lavoro e nel campo sociale.

Un altro importante sintomo dell’overtraining può essere un’eccessiva stanchezza mattutina. Anche in questo caso si tratta sia di una condizione fisica che psichica e colpisce soprattutto quanti si alzano presto proprio per svolgere il proprio allenamento. Oltre a sentirsi veramente stremato, l’atleta tende a sentire un vero e proprio rifiuto, quasi una paura, di andare a correre. La tentazione di rimettersi a letto è fortissima ma spesso vince il senso del dovere portando così ad un ulteriore passo avanti verso il sovrallenamento.
I campanelli d’allarme di un rischio in arrivo possono essere sentiti anche durante il giorno, quando ad esempio si fa fatica a salire le scale o a sollevare pesi, quando i battiti cardiaci aumentano per uno sforzo non eccessivo o ancora quando si sente una costante necessità di riposare, in qualsiasi momento della giornata.

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Va sottolineato che l’overtraining è un problema specifico degli atleti amatori mentre si verifica molto raramente nei professionisti, che seguono programmi ben strutturati, in cui alternano allenamento duri con giornate di recupero e rigenerazione. Ecco perché i maratoneti e le maratonete di livello internazionale come Daniele Meucci o Edna Kiplagat rischiano di meno rispetto agli amatori. Proprio dai grandi atleti conviene quindi copiare le metodologie di allenamento, puntando sulla qualità piuttosto che sulla quantità, alternando giornate di lavoro intenso a sedute di training a basso impatto e, soprattutto, facendosi seguire da un allenatore in grado di consigliare non solo gli allenamenti da svolgere, ma anche e soprattutto di controllare quotidianamente lo stato di forma psico-fisica per decidere, in caso di necessità, di apportare modifiche alla tabella prevista per evitare di andare in overtraining.

 

Il team di RunningMania

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