Con la corsa in discesa si può migliorare il gesto atletico

Con la corsa in discesa si può migliorare il gesto atletico

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Fonte immagine: http://www.runnersworld.it/discesa-libera-training-runners-4715

La corsa in discesa può rivelarsi molto utile per migliorare il gesto atletico, ampliando la falcata grazie alla pendenza: vediamo in che modo sfruttarla

Uno degli aspetti spesso trascurati nel running è il gesto atletico: i podisti tendono a concentrarsi poco sull’efficienza meccanica della corsa indirizzando la loro attenzione soprattutto sul ritmo; il gesto atletico è invece molto importante, poiché il modo di correre incide sulle prestazioni e in particolare sul dispendio energetico. Se la corsa di un runner è poco efficiente si hanno performance inferiori, si fa più fatica e, elemento tutt’altro che secondario, si corrono maggiori rischi di infortunio.

Con l’età, poi, le prestazioni tendono inevitabilmente a decadere per via del logorio del fisico, ma il calo delle performance può essere arginatoalmeno in parte – lavorando sulla meccanica di corsa al fine di migliorare l’efficienza del gesto atletico. In che modo si lavora sull’aspetto biomeccanico? Grazie alla corsa in discesa: precisiamo subito che si tratta di discesa con pendenza lieve, intorno all’1-2% e mai superiore, altrimenti non è funzionale al tipo di lavoro da svolgere.

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Una lieve discesa consente di ampliare la falcata di circa 10 centimetri rispetto a quanto avviene nella corsa in pianura e permette di concentrarsi sulla spinta dell’avampiede sul terreno, aumentando la reattività perché il tempo di contatto fra il piede e la superficie su cui si corre è inferiore. E i runner non alle prime armi sanno bene che minore è il tempo che il piede passa a contatto con il suolo, maggiore sarà la velocità che si riuscirà a sviluppare.

Questo tipo di allenamento a lungo andare abitua l’atleta a far “girarepiù rapidamente le gambe e non è un caso che le sessioni di corsa in discesa vengano sfruttate anche da atleti di altissimo livello siano essi velocisti (Usain Bolt ne è un esempio) oppure mezzofondisti come Mo Farah. Per tale ragione si dovrebbero inserire ogni due settimane circa sessioni di corsa in discesa, a patto però di concentrarsi sul gesto atletico per migliorarlo; correre in discesa solo perché più semplice è del tutto inutile o perfino dannoso, perché le tensioni muscolari sono superiori e l’impatto con il terreno ha ripercussioni maggiori sulle articolazioni.

 

Il team di RunningMania

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