L’ High intensity interval training per la corsa

L’ High intensity interval training per la corsa

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Si scrive High interval training, si legge allenamento ad alta intensità, funge da stimolo ed elemento di miglioramento generale per il corpo.

Sia che parliamo di ciclismo, corsa o qualsiasi altro sport, il principio di base dell’allenamento di tipo Interval è lo stesso, ovvero, come si intuisce dalla parola stessa, alternare periodi di sforzo più o meno intensi con tratti di recupero o riposo, proporzionali o meno al periodo attivo. All’interno di questo concetto poi si possono inserire diverse alternative tutte con le loro caratteristiche peculiari.

Si possono infatti dare precise proporzioni tra tempi di intensità e di recupero (ad esempio 2 minuti di sprint e 2 di recupero), per cui l’allenamento prende il nome di Interval codificato, oppure bilanciare, da una parte o dall’altra, queste due parti. In questa casistica si inserisce il concetto di High Intensity Interval Training, in cui il periodo per così dire di lavoro è portato ai massimi livelli di forza ma ai minimi periodi di durata. Se infatti ci alleniamo ad una frequenza cardiaca media e costante avremo un beneficio a livello muscolare generalizzato, mentre durante l’allenamento ad alta intensità, che non deve essere portato per molte settimane, avverrà un consumo di calorie anche oltre il tempo del training stesso, grazie alla generazione e seguente lento rilascio dell’adrenalina.

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Per il mondo della corsa poi tale aspetto riveste una grande importanza, perchè unisce il consumo di grassi ed il conseguente bilanciamento tra massa grassa e massa magra a favore di quest’ultima a tutta una serie di influenze psicologicamente positive, poichè il riuscire in questi allenamenti aumenta la stima di sè stessi con tutti i benefici che ne derivano. Ma come si struttura un allenamento di High Intensity Interval Training?

Lo si può fare in diversi modi, sempre seguendo però il principio di proporzionalità tra un momento e l’altro. Nella corsa ad esempio, qualora disponessimo di una pista, è possibile eseguire una serie di ripetute sui quattrocento metri via via più intense, allungando il periodo di riposo; oppure se ci troviamo all’interno di una palestra, eseguire un numero sempre più alto di piegamenti o burpees per andare via via al recupero del fiato in meno tempo. Si trattano solo di alcuni esempi, poichè le casistiche dell’allenamento variano a seconda della disciplina, purchè che si rispetti il canovaccio previsto. La spia di riuscita o meno dell’allenamento è una sola.

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Misurando con l’aiuto di un cardiofrequenzimetro otterremo un valore (che in realtà è di massima) della nostra frequenza cardiaca a riposo. Dopo la seduta di allenamento o all’interno della stessa, prima torniamo se non sugli stessi livelli di partenza, il più vicino possibile, migliore sarà la performance totale.

 

Il team di RunningMania

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