Running: tutti i segreti della fase di appoggio

Running: tutti i segreti della fase di appoggio

- in TRAINING
410
0
Fonte immagine: https://nanapi.com/ja/1249

La fase di appoggio del piede a terra durante la corsa è uno dei momenti più delicati e importanti nel running: scopriamo tutto quello che bisogna sapere

L’appoggio durante la corsa, seppur talvolta sottovalutato, è in realtà un momento decisivo e differente da atleta ad atleta: ognuno, infatti, ha il proprio appoggio, quasi fosse una sorta di impronta digitale del runner. Per questo motivo è importante la scelta della scarpa migliore, in modo che sia adeguata al tipo di piede e alla tipologia di appoggio, e per dirla con un’unica espressione, alla propria biomeccanica di appoggio.

Le scarpe servono in particolare per proteggere il piede durante la corsa, una parte del corpo decisamente complessa che deve assolvere a vari compiti – fra cui anche la corsa, appunto – e funziona in modo da modificare la propria forma, compresa la curvatura della volta plantare, in maniera tale da adattarsi al terreno e rispondere all’esigenza di ammortizzazione nelle sessioni di running. Il piede poggia a terra su tre punti diversi: il tallone, la testa del quinto metatarso e la testa del primo metatarso, andando così a formare una sorta di “triangolo”.

L’arco plantare va dal tallone al primo metatarso e ricopre un’importanza specifica nella biomeccanica relativa all’appoggio. Il triangolo costituisce la volta plantare, la quale si adatta in base alle diverse caratteristiche del terreno e, come già anticipato, funge da ammortizzatore assorbendo gli impatti del piede al suolo, facendosi “carico” quindi del peso del corpo. Dall’efficacia con cui la volta plantare svolge il suo compito, dunque, dipende l’agilità della corsa e complessivamente l’efficienza del gesto atletico.

 

featured-icon-marathon-running

A determinare il suo funzionamento è il modo in cui il piede viene poggiato al suolo, ecco perché ogni atleta dovrebbe “studiare” il proprio appoggio per capire se tutto funziona correttamente e in che modo intervenire in caso contrario. In linea generale la fase di appoggio viene suddivisa in tre differenti momenti: contatto col suolo, appoggio e poi spinta; a determinare l’intera fase di appoggio è l’angolatura con cui il piede entra a contatto con il suolo e che corrisponde a circa il 25% del tempo totale dell’appoggio. In condizioni normali, il contatto comincia con la zona esterna del calcagno.

Dopodiché c’è l’appoggio vero e proprio, che costituisce il 40% del totale, durante il quale è il piede a sorreggere per intero il peso del corpo e si inizia ad avere una rotazione verso l’interno del piede stesso, in particolare dello scafoide, l’osso collocato più internamente nell’arco plantare. Tale rotazione ha un termine specifico: è ben nota con il termine “pronazione”, grazie alla quale il piede distribuisce al meglio il peso del corpo durante l’appoggio, poiché aumenta la superficie di contatto. Inoltre serve a predisporre per la fase successiva, ovvero la spinta.

Ad essere interessate dalla pronazione sono diverse parti del corpo oltre al piede: la tibia ruota internamente insieme al ginocchio per consentire al piede di svolgere al meglio l’ultima fase. Nella spinta il peso del corpo viene spostato sulla parte anteriore del piede, così da scaricare la forza sul terreno in modo da dare slancio all’azione. Il movimento si chiama supinazione e con il suo 35% completa il tempo necessario all’azione di appoggio al suolo.

Affinché la corsa risulti efficiente, è essenziale che il passaggio dalla pronazione alla supinazione sia il più equilibrato possibile e che avvenga con i tempi giusti, così da permettere alle diverse parti del corpo coinvolte di lavorare al meglio, senza sollecitazioni eccessive. Quando l’appoggio non è ideale, possono crearsi problemi e scompensi che rendono inefficiente la corsa e possono causare infortuni. In questi casi, si interviene con scarpe e plantari specifici, naturalmente solo dopo aver studiato con attenzione il proprio appoggio ed essersi rivolti ad una figura esperta per trovare la soluzione più adatta per venire a capo del problema.

Il team di RunningMania

Commenti

commenti

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may also like

Mantenere alta la velocità sino a fine gara: ecco come fare!

La tendenza a rallentare nel finale di una