Il cervello degli atleti reagisce meglio quando è sotto pressione

Il cervello degli atleti reagisce meglio quando è sotto pressione

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Fonte immagine: http://www.psicologo-milano.it/newblog/psicologia-atleta-sportivo/

Lo sport può rendere il cervello più reattivo: a rivelarlo è uno studio, che ha dimostrato che il cervello degli atleti reagisce meglio sotto pressione

L’allenamento costante regala benefici non solo al fisico ma anche alla mente: è stato infatti dimostrato da uno studio condotto allo University College di Londra che ad un fisico ben allenato corrisponde un cervello più reattivo, in grado di funzionare meglio soprattutto sotto pressione. In situazioni di difficoltà, infatti, il cervello di un atleta reagisce con una velocità del 10% superiore rispetto a quanto fa il cervello di personenormali”, ovvero non allenate.

In sostanza, chi pratica sport si allena anche contro lo stress ed è quindi in grado di gestirlo e rispondere al meglio quando si trova sotto pressione. Nel corso del test condotto dall’Istituto di Neuroscienza cognitiva dell’ateneo londinese, sono stati sottoposti a prove di memoria e di percezione un gruppo di atleti di alto livello e un gruppo di persone che non svolgono regolarmente attività fisica. I risultati emersi non hanno lasciato spazio a dubbi: il cervello degli atleti è più “performante”. 

Neural network. Computer artwork of a brain in side view, with the brain's neural network represented by lines and flashes. A neural network is made up of nerve cells (neurons). --- Image by © PASIEKA/Science Photo Library/Corbis

Gli sportivi, infatti, hanno risposto al test con una velocità superiore in media del 10% rispetto all’altro gruppo e con una percezione mnemonica più elevata del 20%, dimostrando di saper gestire lo stress e le emozioni in maniera migliore. Soprattutto gli atleti di alto livello sono maggiormente allenati alle situazioni di stress, nelle quali prendere la decisione giusta nel minor tempo possibile separa la vittoria dalla sconfitta, la gloria dalla delusione: un cervello reattivo è dunque fondamentale per loro.

Le persone che non svolgono attività fisica, invece, nelle situazioni di stress risultano più “impacciate” perché hanno una percezione diversa del pericolo e della paura, a cui si aggiunge una scarsa abitudine alla gestione di situazioni difficili, da qui la minor reattività per capire in che modo comportarsi. Ciò non significa che i non-sportivi non siano in grado di prendere decisioni giuste, semplicemente impiegano più tempo per farlo rispetto a chi si trova con maggior frequenza sotto pressione, quando è il tempismo a fare la differenza.

Il team di RunningMania

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