Come si diventa ultramaratoneti

Come si diventa ultramaratoneti

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L’ultramaratona è una corsa che affascina molti, poiché rappresenta una sfida ai limiti della resistenza. È possibile diventare ultramaratoneti? Sì, ecco come

Correre una ultramaratona è il sogno di tanti runner, affascinati da questo tipo di corsa che rappresenta una sfida a se stessi e ai propri limiti. Una gara di 100 chilometri richiede una preparazione particolare: chiunque può cimentarsi nell’ultramaratona, a patto però di allenarsi in maniera specifica per questo tipo di gara molto esigente e stressante per il fisico. Di sicuro una corsa come questa non si improvvisa, poiché il corpo dev’essere preparato per correre molto a lungo e affrontare condizioni differenti.

Correre per 8, 9 o 10 ore, infatti, significa trovarsi di fronte a cambiamenti climatici, con sbalzi di temperatura anche consistenti. Per poter essere al via di un’ultramaratona è indispensabile una preparazione dedicata, della durata di circa 17 settimane, durante la quale si predispone l’organismo a “reggere” una prova tanto dura. Il lavoro sarà incentrato sul permettere al fisico di correre per moltissimi chilometri, dunque ci si concentrerà in particolare su fondi lenti, su distanze lunghe e lunghissime ad un’andatura moderata. 

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Questo tipo di allenamento fa in modo che l’organismo utilizzi come carburante i lipidi, le cui riserve sono abbondanti e consentono al “motore” di restare acceso più a lungo. Nel programma vanno inseriti anche fondi collinari, per innalzare la frequenza cardiaca e simulare in questo modo i tratti di corsa in salita, durante i quali le pulsazioni aumentano e lo sforzo acquista intensità; solo così sarà possibile preparare il fisico ai momenti di sforzo più intenso presenti in una ultramaratona. I tratti in discesa servono invece a prendere confidenza con la corsa in discesa, per abituare le gambe ed i muscoli ad un lavoro insolito che potrebbe causare qualche difficoltà.

Grande importanza riveste il lavoro in palestra, per potenziare gli arti inferiori e gli addominali affinché possano reggere uno sforzo molto prolungato. Dopo un mese di allenamento, è utile fare un test affrontando una corsa di 50 o 60 chilometri, per iniziare a prendere confidenza con una distanza più lunga ma anche per capire quanto ancora manca prima di poter completare una gara di 100 chilometri.

Nella fase finale della preparazione si deve stare attenti all’idratazione e all’alimentazione, iniziando già a pensare a cosa si mangerà e si berrà durante la gara. L’aspetto importante anche in questo caso è non improvvisare, aggiungendo all’ultimo momento cibi o bevande che l’apparato digerente non ha mai ricevuto prima e che potrebbe non essere in grado di digerire e assimilare correttamente; si creerebbero così problemi che potrebbero portare addirittura al ritiro l’atleta.

Il team di RunningMania

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