I benefici che devi conoscere sulle calze compressive sportive

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Le calze compressive sono davvero utili per l’allenamento di runner, triatleti e trailer? E a cosa servono davvero? Ecco tutto quello che devi conoscere.

L’utilizzo di scarpe compressive per lo sport in questi ultimi anni si è diffuso a macchia d’olio, non soltanto fra gli atleti professionisti ma anche fra quelli amatoriali. Non solo runner, ma anche ciclisti, triatleti e persino calciatori scelgono questo tipo di indumento. Ma esistono dei reali vantaggi nell’indossarle? E vi è differenza fra i vari brand disponibili in commercio? Facciamo luce sull’argomento.

Calze compressive: a cosa servono

La principale funzione delle calze compressive è quella di facilitare il ritorno venoso e quindi lo smaltimento dei cataboliti che vengono rilasciati con l’attività fisica a livello muscolare e che danno origine a crampi, dolori muscolari e affaticamento. Durante lo sforzo fisico, infatti, i muscoli ricevono il sangue arterioso, ricco di ossigeno, e lo “restituiscono” carico di tossine attraverso le vene. Nei polpacci, per via della loro conformazione e della posizione in cui si trovano, l’accumulo di tossine è maggiore; nel caso di sforzi particolarmente prolungati e intensi, la gittata del cuore può aumentare sino a 6 volte causando un sovraccarico di sangue a livello muscolare che causa crampi, dolore e stanchezza.

Le calze compressive lavorano sui polpacci, favorendo il deflusso di sangue carico di tossine da questi muscoli molto sollecitati durante la corsa. Altro scopo delle calze compressive è quello di ridurre le oscillazioni e le vibrazioni dei muscoli durante la sessione di corsa. Ciò aiuta a diminuire la sensazione di fatica e il tipico dolore successivo all’allenamento.

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Niente piede, solo gambale: perché?

Peculiarità della maggior parte delle calze a compressione sportive è il fatto di non essere delle calze vere e proprie ma più dei gambali. Questo anzitutto per una questione tecnica: a parità di numero di piede, tante persone hanno un’altezza differente e quindi una diversa lunghezza delle tibie, così come la circonferenza polpacci. I principali brand di calze a compressione sportiva hanno una decina di taglie che accoppiano altezza e circonferenza polpaccio: aggiungere anche il numero di scarpa renderebbe le cose più complicate.

L’altra ragione è puramente pratica: le calze sportive a compressione non hanno i “piedi” perché si possono impiegare per sport diversi. Dal momento che la parte del corpo che ne deve beneficiare sono i polpacci, avere solo il gambale consente all’atleta di indossare anche il tipo di calze più adatte al proprio sport godendo comunque dei benefici della compressione. Inoltre, in questo modo, senza la parte del piede – che è quella che si rovina più facilmente – le calze a compressione durano di più.

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Il livello di compressione

Le calze sportive a compressione sono realizzate in genere in poliammide ed elastane, in diverse percentuali in base a modello e marchio. Fra una marca e l’altra possono esserci notevoli differenze in quanto a livello di compressione ed in genere il valore è riportato nell’etichetta in millimetri di mercurio (mmHg). Quali scegliere quindi? Se non le avete mai provate è consigliabile iniziare con una compressione minima, sui 20 mmHg: in tal modo potrete abituarvi gradualmente alla sensazione di compressione sui muscoli e provare in prima persona i benefici legati a questo tipo di calzature.

Il Team di RunningMania

 

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