Running, l’importanza di allenarsi anche da soli: ecco tutti i benefici della corsa in solitaria

Running, l’importanza di allenarsi anche da soli: ecco tutti i benefici della corsa in solitaria

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Nonostante la corsa costituisca spesso un momento di socializzazione e di condivisione di un’esperienza, esistono tuttavia dei validi motivi che spronano ad allenarsi anche da soli.

Correre in compagnia (che si tratti di un collega, un partner o un gruppo di amici) rappresenta uno degli stimoli principali per avvicinarsi al mondo del running: allenarsi assieme a qualcuno rende piacevole e poco monotona l’attività fisica, oltre ad essere uno sprone quando viene meno l’entusiasmo. Tuttavia, raramente vengono considerati anche i benefici che derivano dal correre da soli almeno una volta alla settimana (senza comunque rinunciare alle sessioni in compagnia): proviamo a scoprire quali sono.

I VANTAGGI PER LA TECNICA
– I vantaggi che derivano dal correre da soli sono innumerevoli, anche se spesso vengono trascurati. Partendo dai benefici che riguardano la sfera tecnica, non va dimenticato che allenarsi in questo modo è importante per individuare il ritmo personale e adattarlo al tipo di gara per cui ci si sta preparando: in questo modo si calibra la prestazione in base alle nostre capacità (senza essere costretti a uniformarla a quella dei compagni di allenamento) e non si ha nemmeno il patema di rallentare il resto del gruppo o di dover costringere gli altri ad adattarsi necessariamente alla nostra andatura. Infine, oltre alla velocità e al ritmo, non va sottovalutata la possibilità di scegliere la distanza da percorrere e, di conseguenza, anche i momenti in cui fare una pausa oppure concedersi un extra rispetto al percorso pianificato.

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I BENEFICI A LIVELLO MOTIVAZIONALE – Se invece si guarda agli aspetti prettamente motivazionali, la corsa in solitaria rappresenta un ottimo espediente per coloro che hanno bisogno di migliorare l’autostima e recuperare fiducia nei propri mezzi: a livello mentale, infatti, raggiungere un obiettivo senza alcun aiuto è un toccasana per il morale e dona un non trascurabile senso di appagamento al termine della sessione di training. Inoltre, lottare da soli per raggiungere una meta e avere la possibilità di farlo immersi nella natura (lontani dalla routine quotidiana che per molti si riduce al dividersi tra casa e lavoro) è fondamentale. Non solo chi pratica running ma qualsiasi sportivo ha la possibilità di riscoprire la bellezza delle piccole cose e lasciarsi “distrarre” da particolari mai notati prima, entrando così in simbiosi con l’ambiente circostante.

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ALLENARE LA MENTE
– Come ricordano gli esperti di Psicologia dello Sport, per allenare il corpo non si deve mai trascurare la mente. Questa sorta di “training mentale“, di cui parlava il leggendario Percy Cerutty già negli Anni Sessanta, è davvero proficuo quando si corre senza nessuno al proprio fianco: è stato dimostrato che il runner si focalizza meglio sul gesto tecnico e sull’obiettivo che si è prefisso quando trova la giusta concentrazione e non vi sono fattori che lo distraggono. Infine, come accennato in precedenza, allenarsi da soli è una delle buone pratiche che il podista dovrebbe apprendere: anche una sola uscita settimanale aiuta a interpretare i segnali che il corpo manda durante l’esercizio fisico o quando è sotto sforzo. Ascoltare questi “messaggi” (la respirazione, il battito del cuore e la sensazione di fatica) è la chiave per scoprire i propri limiti, sfruttando dunque queste informazioni per elevare i livelli della performance.

 

Il team di RunningMania

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