I carboidrati fanno bene, ma non esagerate!

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I carboidrati sono il “carburante” di ogni corridore che si rispetti. Ferme restando le differenze inviduali si può affermare che in media una persona è capace di immagazzinare una quantità di carboidrati sufficiente per percorrere circa 30 chilometri di corsa.

È quindi di fondamentale importanza fornire al nostro organismo i quantitativi necessari per ottimizzare le prestazioni in base alla distanza che si vuole percorrere. È anche vero però che non si deve esagerare: la capacità di immagazzinare carboidrati non è illimitata e quelli in esubero vengono trasformati facilmente in grassi.
Quando mangiamo infatti i livelli di zuccheri nel sangue, ossia la glicemia, aumentano. Da questo innalzamento ne consegue la secrezione di insulina, il cui compito è quello di ristabilire a livelli normali la glicemia. Più è alto l’indice glicemico dei carboidrati che assumiamo, più la risposta dell’insulina sarà rapida. Questa reazione fa sì che vengano immagazzinate delle “scorte” di glicogeno nel fegato, bloccando così il rilascio delle altre già esistenti. È in questo modo quindi che il nostro organismo immagazzina i carboidrati, ma che, al medesimo tempo, ne impedisce il rilascio che sarebbe invece necessario in modo da ottimizzare gli sforzi. Più è forte l’azione dell’insulina, maggiore è il “blocco”.
Ne consegue che consumare carboidrati poco tempo prima di una prestazione atletica non è sempre la mossa giusta. In genere, nelle gare di durata breve, il runner deve già aver fatto una scorta di glicogeno tramite il pasto pre-gara, senza strafare, proprio per evitare l’effetto sopra descritto. Mano a mano che la distanza di gara cresce (dalla maratonina in su), il consumo di rifornimenti durante le competizioni diviene basilare. Non bisogna dimenticare che non esiste un’alimentazione corretta per vincere le gare, ma sicuramente esiste un’alimentazione sbagliata che può farle perdere.

Il team di RunningMania

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