Corsa a stomaco vuoto: sì o no?

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Credits Photo: Emma Simpson

Allenarsi a stomaco vuoto è un’abitudine di molti runner (e non solo) per perdere peso, ma funziona davvero? Scopriamo i vantaggi e gli svantaggi che comporta.

Correre a stomaco vuoto è possibile? Cominciamo dicendo che il fisico, per entrare nella fase di digiuno vera e propria, ha bisogno di diverse ore. Pertanto, il momento più adatto per correre a digiuno è al mattino presto, prima della colazione, considerando che verosimilmente siano trascorse molte ore dall’ultimo pasto. Come hanno dimostrato diversi studi, l’allenamento a stomaco vuoto può aiutare a farci bruciare maggiore massa grassa dopo l’allenamento. È vero, quindi che in questo modo si dimagrisce più velocemente? E il corpo a digiuno, da quali riserve prende le energie per allenarsi? Facciamo un po’ di chiarezza.

Allenamento a digiuno: il parere della Scienza

Nel corso di un allenamento l’organismo si serve di tre fonti di energia principali: i macronutrienti di proteine, grassi e carboidrati. Questi ultimi vengono scomposti rapidamente in glucosio, “carburante” per eccellenza; questo zucchero scorre nel sangue e viene immagazzinato nel fegato e nei muscoli sotto forma di glicogeno, che fornisce un apporto di energia in tempi rapidi ed è prezioso per le attività ad alta intensità. In seguito al digiuno notturno, le scorte di glicogeno, in particolare quelle presenti nel fegato, sono molto ridotte; per questo motivo l’organismo usa come fonte di energia alternativa la massa grassa. Come hanno dimostrato differenti studi l’esercizio fisico praticato a digiuno incrementa la combustione dei grassi non soltanto durante ma anche dopo l’allenamento. Inoltre, allenarsi a stomaco vuoto porta a un massimo consumo di ossigeno (VO2 max) più alto e, nei triatleti, garantisce prestazioni ciclistiche migliori.

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Allenarsi a digiuno non è sempre positivo

Nonostante gli aspetti positivi dell’allenamento da digiuni succitati, esiste anche un rovescio della medaglia che non bisogna trascurare. Svuotare le nostre riserve di glicogeno per poter ricorrere poi alla massa grassa come fonte d’energia non è sempre la mossa giusta: questa strategia, infatti, potrebbe avere delle ripercussioni negative sull’allenamento. Una di queste è l’improvvisa stanchezza e la perdita di energie causate appunto dalle scarse riserve di glicogeno. Dopo una sessione intensa di corsa o dopo una notte di digiuno il glicogeno nel fegato è quasi nullo. Inoltre, a stomaco vuoto, il glicogeno del fegato è la fonte principale di energia per il cervello, che per funzionare correttamente necessita di apporto continuo di glucosio.

I limiti dell’allenamento a digiuno

Impiegare la massa grassa come carburante principale per i propri allenamenti può limitare la capacità di svolgere allenamenti ad alta intensità. Scomporre le riserve di massa grassa per trasformarla in energia a disposizione per il corpo richiede più tempo, poiché occorre più ossigeno rispetto ai carboidrati. Questo significa che l’energia derivata dal metabolismo dei grassi viene rilasciata troppo lentamente per poter sostenere degli allenamenti ad alta intensità.

Non tutti sanno, inoltre, che sebbene l’allenamento a digiuno permetta di bruciare i grassi, a conti fatti le calorie totali bruciate sono inferiori. Uno studio pubblicato recentemente sul British Journal of Nutrition ha dimostrato che nel corso di un allenamento da 60 minuti, il gruppo di tester a stomaco vuoto aveva bruciato 156 calorie in meno rispetto a quelli che, invece, avevano fatto colazione. Il vero segreto per perdere peso, infatti, è avere un bilancio energetico negativo, ossia bruciare più calorie di quante vengono introdotte nell’organismo.

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[Credits Photo: ANDI WHISKEY]

Ma quindi allenarsi a digiuno fa bene o no?

Correre (e allenarsi) a digiuno accelera la combustione delle riserve di grasso, utilizzandole come fonte energetica, tuttavia la Scienza non ha ancora confermato i benefici di questa pratica sul lungo termine. Se si desidera migliorare la forma fisica e bruciare più calorie, però, esistono altri modi: praticare l’allenamento regolarmente, sia moderato che ad alta intensità, con le quantità giuste di “benzina” nell’organismo.

Il Team di RunningMania

 

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