Gli errori che un triatleta deve evitare in inverno per cominciare al meglio la nuova stagione

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Entusiasmo e voglia di mettersi alla prova spesso possono farci commettere dei passi falsi prima dell’inizio della stagione: ecco gli errori da evitare durante la programmazione e durante i primi mesi della stagione.

L’entusiasmo è sempre alle stelle quando un triatleta pianifica la nuova stagione: c’è il desiderio di provare l’adrenalina del pre-gara, respirare il clima agonistico, la voglia di mettersi alla prova. A volte però tutta questa agitazione può portare a compiere qualche errore decisivo. Lo sbaglio più classico è quello di bruciare le tappe, comportamento rischioso per un atleta che vuole aprire la stagione agonistica di triathlon a primavera inoltrata. Proprio come succede in natura, c’è bisogno di rispettare i giusti tempi: dobbiamo pensare a noi stessi come ad un campo: d’inverno riposa, in primavera viene seminato e solo in estate produce un buon raccolto. È arrivato quindi il momento di prendersi un po’ di riposo, congratularsi con se stessi per i traguardi raggiunti quest’anno e prepararsi al contempo per la prossima stagione con un piano ben preciso.

Gli aspetti da non trascurare prima dell’inizio della stagione agonistica

L’importanza del recupero e del riposo

Spesso risulta difficile riuscire a conciliare gli impegni della vita quotidiana con gli allenamenti, pertanto si finisce con il trascurare o addirittura col rinunciare alle fasi di recupero. Niente di più sbagliato: più ci si allena, maggiore è il bisogno di recuperare. Se la stagione è stata molto intensa e lunga, anche il periodo di recupero deve essere proporzionato. È ovvio che ciò non significa relegare la bicicletta in garage o passare tre mesi di fila sul divano, ma piuttosto focalizzarsi sul ripristino delle proprie condizioni di benessere psicofisico e sulla programmazione di un allenamento che sia ben strutturato.

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Qualità e quantità: ogni cosa a suo tempo

Altro dettaglio da non trascurare è l’intensità di allenamento e la qualità: non bisogna mai bruciare le tappe, inserendo troppo presto delle sessioni ad alta intensità col rischio di allenarsi in maniera esagerata e incorrere in qualche infortunio. In tal modo si finisce con l’arrivare ad aprile in “riserva”, privi di energie e della giusta carica. Tenendo in considerazione le giuste tempistiche, che variano da atleta ad atleta, molti allenatori sono concordi nel consigliare degli allenamenti brevi ed intensi, che garantiscano un aumento della soglia del lattato ed un incremento della potenza aerobica, sia a piedi che in bici.

La cura dei dettagli è fondamentale

La stagione fredda è invece l’ideale per curare dei dettagli che, generalmente, nel pieno della stagione agonistica risulta più difficile tenere sotto controllo. Durante l’inverno, dunque, oltre ad analizzare e pianificare al meglio le fasi e le strategie di recupero, ci si può dedicare all’ottimizzazione dell’attrezzatura, scegliendo gli strumenti migliori e preoccupandosi del posizionamento della bicicletta. Si può approfittare dell’off seasonanche per curare meglio uno dei lati deboli della maggior parte dei triatleti, ossia ilnuoto. Trattandosi di uno sport più tecnico, richiede un maggiore volume di lavoro e molta frequenza per ottenere dei reali miglioramenti, aspetti difficili da curare quando la stagione agonistica è nel vivo. Un buon consiglio quindi è prendersi almeno una settimana da dedicare soltanto al nuoto.

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Allenare anche la mente

Chi ambisce alle gare su lunga distanza deve necessariamente porsi due obiettivi intermedi paralleli. In particolare per gli atleti non ancora esperti di full distance sarebbe molto utile inserire nel proprio calendario una maratona primaverile e un granfondo nei mesi a seguire. Non è necessario fissare un obiettivo cronometrico poiché l’aspetto che è importante “allenare” in questo caso è la resistenza mentale.

Il Team di RunningMania

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